Questo articolo/intervista è tratto da Il Giornalino n.27 dell' 11 luglio 1999, si tratta di una rubrica fissa, "Rose rosse per...", curata da Gian Paolo Ormezzano che in questo numero fa qualche considerazione sull'arrivo di Carolina sulla panchina della Viterbese.  (Gabe Kw)



 
 
Il mondo del calcio non cessa di stupirci e ci regala una celebre donna allenatore di una squadra maschile. Carolina Morace, per anni la più forte calciatrice italiana, siederà sulla panchina delle Viterbese, squadra di C1, proprietà di Gaucci, turbolento presidente del Perugia. Un contratto di due anni, cifra non resa nota, con perplessità dei tifosi viterbesi, poco favorevoli all' esperimento.
Sembrava che la Morace dovesse allenare al Vis Aurelia, squadra laziale di dilettanti presieduta da un amico; la notizia aveva già creato un po' di rumore, e invece il "salto" nel calcio già di vetrina. Un compito duro, che la dottoressa in legge Carolina (è laureata in Giurisprudenza e lavora a Roma in un ufficio legale) affronta con l' obbligo di ottenere a Coverciano, la scuola del calcio, il patentino di seconda categoria (lei da tempo ha quello di terza).
C'è un precedente, anche se non di donna famosa: Mariangela Bonanomi, 45 anni, geometra di Cernusco Lombardone (Lecco), ha guidato per tre stagioni il Cernusco, seconda categoria maschile, e ora allena, anche lei abilitata a Coverciano, i giovanissimi del Robbiate. Diciamo poi che c'è, nello sport italiano, un vistoso esempio di commissario tecnico azzurro al femminile che è quello di Brigitte Fink, altoatesina alla guida per tanti anni dello slittino, uomini e donne, con successi olimpici e mondiali.
Carolina, per la verità, pensava di essere chiamata alla guida della Nazionale femminile. Non se ne è fatto nulla, e allora ecco la scelta che sa persino di provocazione. Il mondo maschile degli allenatori ha reagito benissimo: Lippi, Guidolin, Ancelotti e Mazzone, tanto per far nomi, si sono detti certissimi che la trentacinquenne ex centravanti, nonchè apprezzata opinionista sportiva di Telemontecarlo, saprà fare benissimo.


"Si parla del mio possibile imbarazzo. Ma io penso che l' imbarazzo sarà eventualmente degli uomini. Anche perché ho intenzione di farmi aiutare da una collaboratrice donna, Betty Bavagnoli, che è stata mia compagna in tante partite".

"Io gioco a calcetto con gli uomini, conosco lo spogliatoio maschile, i suoi problemi. Penso anche di avere un carattere forte, e se devo fare un pronostico, dico che sarò un allenatore molto severo, impegnato a chiedere sempre il massimo ai suoi giocatori. Quello che avevo detto per la Vis Aurelia vale anche per la Viterbese: il calcio è sempre lo stesso gioco, quale che sia la categoria."

"Penso che adotterò il modulo di gioco 4-4-2. In difesa punteremo molto sulla tattica del fuorigioco. Zona o uomo ? In linea di massima zona, però in campo la tattica più valida è la grinta. Io ne ho molta, cercherò di trasmetterla agli uomini."

"Il calcio femminile stenta a trovare in Italia gli spazi che merita. Io spero di contribuire anche in questa mia veste particolare a dargli forza e dignità. Però dobbiamo prendere maggiore coscienza dei nostri diritti, sennò siamo condannate a fare le cenerentole a vita."

"Se vado bene non vedo perché continuare. Ho allenato la Lazio femminile, sino a che sono rimasta in panchina eravamo in testa, poi ci sono stati problemi extracalcistici e me ne sono andata. Mi sarebbe piaciuto allenare la Nazionale delle donne. Ma penso che presto potrei interessare anche al grande calcio professionistico maschile."


Calciatrice di valore mondiale

- Carolina Morace ha 35 anni, essendo nata a Venezia il 5 febbraio 1964. Gioca a calcio da quando era bambina. A 11 anni era tesserata per la Ca' Bianca di Venezia, a 13 passava al Belluno in Serie B: promozione ed esordio in A nel 1978 a 14 anni. Subito dopo, il debutto in Nazionale. Ha vinto 14 scudetti, conquistati in 8 squadre di varie città d'Italia, l' ultimo nel 1998 a Modena. I suoi gol in carriera sono stati 554.

- Ha giocato in Nazionale 151 partite, segnando 101 reti. La sua media di gol, 0,69536 per partita, è la seconda al mondo nei confronti internazionali: la precede soltanto un' altra italiana, Betty Vignotto, degli anni settanta.

- Nel 1998 soltanto per un soffio Carolina è finita seconda, dietro alla tedesca Heidi Mohr, nel referendum della Fifa per eleggere la calciatrice del secolo.

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