Novembre 2005



28/11/2005

IL CASO: NON ERA VALIDA LA SEGNATURA DELLA VIGOR

Il caso della partita di Senigallia-Atalanta non riguarda il fatto che il pallone sia entrato o no ma dal fatto che la giocatrice Vicchiarello dopo aver spedito il pallone sulla traversa lo colpiva nuovamente di testa mettendo la palla in rete.
La convalida del gol è stato un vero errore tecnico arbitrale: la cosa assurda che lo stesso arbitro in settimana veniva citato sulla Gazzetta come uno dei più promettenti arbitri di serie C. Lui stesso a fine partita ha ammesso l'errore senza però riportare nulla nel suo referto. Di tale evento ne siamo certi visto che La 7 riprendeva le immagini della partita e a invitato i dirigenti dell'Atalanta a vedere il replay che confermava la tesi degli stessi. (Atalanta)
Riepiloghiamo per dovere di cronaca:Vicchiarello tira il rigore la palla colpisce la traversa e rimbalza a terra poi la stessa giocatrice la deposita in rete,cosi' come stanno le cose il gol non e' da convalidare,in effetti il direttore di gara ha fischiato ed e' rimasto nei pressi dell'area di rigore atalantina penso invalidando la segnatura pero' dopo alcuni secondi si avvicina all'assistente e dopo un "parlottio" convalida il gol,probabilmente l'assistente ha giudicato il rimbalzo della palla dietro la linea di porta oppure ha notato che il portiere ha deviato la palla altrimenti non ci sarebbe altro motivo per convalidare il gol,a questo punto non parlerei di errore tecnico,se c'e' stato noi la tv non l'abbiamo vista ma crediamo alla buona fede degli avversari parlerei di un errore di valutazione in pratica una svista infatti gia' nella cronaca della partita ho messo in risalto il dubbio sulla validita' del gol perche' gia' in diretta e' sembrato che la sfera fosse rimbalzata avanti la linea di porta e ci e' parso che il portiere non l'abbia deviata. Leo (Senigallia)

27/11/2005

PARTITE DELLA DOMENICA

Risultati, classifiche, commenti nelle pagine dedicate: per la A2 e la B c'è Datasport, per tutto il resto ci siete voi, più mandate e più leggete.

26/11/2005

SERIE A: RISULTATI

Rimane in testa il Bardolino, anche se la partita contro la Torres è stata sospesa all’inizio della ripresa per la neve. Le sarde stavano clamorosamente vincendo per 1-0, grazie ad una rete della Pedersen, rete fra l’altro molto contestata per un sospetto fuorigioco. Ma la preoccupazione più grande per il Bardolino è l’infortunio a Valentina Boni, per il quale si sospetta una lesione al menisco. Rinviata per neve anche la partita tra Milan e Reggiana, si sono invece visti gol e spettacolo a Torino, dove in una partita al cardiopalma le granata hanno acciuffato il pareggio in pieno recupero grazie ad una prodezza di Zorri. Le molisane del Monti del Matese erano in quel momento in nove a causa dell’espulsione di Gioia Masia e per un infortunio. C’erano state molte polemiche sul gol del 3-2 per il Monti del Matese, avvenuto in circostanze da “Mai dire gol”: la palla sembrava destinata a finire sul fondo, tanto da convincere il portiere del Torino a procurarsi un nuovo pallone da rimettere in gioco, ma la molisana Bellucci ci crede, recupera il pallone tenendolo in gioco e va a battere il portiere Caravilla che teneva l’altro pallone tra le mani. Caso da moviola anche a Senigallia, dove la Vigor ha colto un nuovo successo ai danni di una valida Atalanta: la rete della vittoria è arrivata grazie ad un rigore trasformato da Vicchiarello, con la palla che colpisce la traversa rimbalza a terra e che l’arbitro giudica in gol dopo essersi consultato con l’assistente. Infine non fa notizia la goleada del Tavagnacco ai danni dell’Atletico Oristano che malgrado un recente passato glorioso è ormai decaduto al ruolo di squadra materasso.

20/11/2005

PARTITE DELLA DOMENICA

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19/11/2005

SERIE A: RISULTATI

Continua senza soste la marcia del Bardolino nel campionato di serie A femminile, a cadere questa volta è stato un buon Tavagnacco che si è chiuso in difesa e ha resistito all’assedio delle campionesse d’Italia per 76 minuti, ovvero fino alla prodezza della solita Valentina Boni che ha realizzato il gol partita. Rimane un po’ di amaro in bocca per le friulane che avevano pure sfiorato il vantaggio in contropiede.
Al secondo posto in classifica troviamo la sempre più convincete Fiammamonza, la più antica società della serie A, che si è imposta nettamente nel derby lombardo contro l’Atalanta. Le bergamasche avevano iniziato orgogliosamente, colpendo anche una traversa, ma nel finale del primo tempo sono arrivate le reti di Gazzoli e di Hofer. Ad inizio di ripresa Gazzoli firma anche la propria doppietta personale, mentre la guardiana della parta atalantina Gritti salva le sue compagne da un risultato ancora peggiore.
A Reggio Emilia, dilagano le granata di Betty Vignotto, contro un Oristano in grande difficoltà in questa categoria: 9-0 il risultato finale, a segno anche la quindicenne Prost, che fa addirittura il suo esordio in serie A con una doppietta.
6^ giornata andata 19 novembre 2005
Atalanta - Fiammamonza 0-3
Tavagnacco Graphist. - Bardolino 0-1
Monti del Matese Bo. - Agliana Aircargo 3-3
Reggiana - Atletico Oristano 9-0
Torres Terra Sarda - Torino 1-4
Vigor Senigallia - Milan 2-1
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Roma 17/11/2005 figc.it

UNDER 17: PAREGGIO DELLE AZZURRINE NELL'AMICHEVOLE CON LA FINLANDIA

L'Under 17 femminile ha pareggiato (0-0) contro la Finlandia nella seconda amichevole in programma a Helsinki. Nel precedente incontro, disputato martedì 15, le Azzurrine hanno battuto la Finlandia 2-0.


Roma 15/11/2005

VITTORIA DELL'UNDER 17 NELL'AMICHEVOLE CONTRO LA FINLANDIA

Vittoria dell'Under 17 femminile a Helsinki nella prima delle due amichevoli contro la Finlandia. Le Azzurrine hanno sconfitto le pari età finlandesi 2-0 grazie alle reti messe a segno al 12' del primo tempo da Mortolini e al 27' della ripresa da Gueli.
Domani seconda amichevole contro la Finlandia, con inizio alle ore 18.


13/11/2005

PARTITE DELLA DOMENICA

Risultati, cronache e commenti di A2 e B nelle pagine dedicate


12/11/2005

SERIE A: RISULTATI

5^ giornata andata 12 novembre 2005
Agliana Aircargo - Torres Terra Sarda 1-3
Atletico Oristano - Vigor Senigallia 0-6
Bardolino - Reggiana 5-0
Fiammamonza - Monti del Matese Bo. 3-3
Milan - Atalanta 2-1
Torino - Tavagnacco Graphist. 0-0
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Roma 10/11/2005 figc.it

DOPPIA AMICHEVOLE PER L'UNDER 17 CONTRO LA FINLANDIA

Doppia amichevole per l'Under 17 femminile, che affronterà la Finlandia a Helsinki martedì 15 e mercoledì 16 novembre, la prima alle ore 13 e la seconda alle ore 18. Le Azzurrine si raduneranno a Roma domenica entro le ore 20 e, dopo l'allenamento di lunedì mattina, nel pomeriggio partiranno per la Finlandia.
Venti sono le Azzurrine convocate dal commissario tecnico Pietro Ghedin:
Portieri: Buiatti (Graphistudio Campagna), Penzo (Gordige);
Difensori: Gama (Tavagnacco), Rodella (Gordige), Carai (Torres), Berti (Atletico Lucca), Mura (Atletico Oristano), Zanoletti (Bardolino), Zaccaria (Vicenza);
Centrocampisti: Crespi (Lazio), Barreca (Firenze), Girelli (Bardolino), Scarpellini (Atalanta Femminile), Pisano (Torino), Gueli (Torino), Nencioni (Firenze);
Attaccanti: Mortolini (Perugia Grifo), Sagone (Latte Puccio Palermo), Ernandez (Vintl BZ), Irmici (Senigallia Vigor).

9/11/2005

CAROLINA AMBASCIATRICE

Carolina Morace farà parte di un gruppo di lavoro della FIFA che si occuperà di sviluppare l'attività femminile a livello mondiale. Il gruppo è stato definito dal presidente Blatter le "ambasciatrici del calcio femminile", ed è composto da 15 campionesse di varie provenienze.
The 15 FIFA ambassadors for women’s football
AKERS Michelle, USA ; AKIDE Mercy, NGR ; BURTINI Silvana, CAN ; FOUDY Julie, USA ; HAMM Mia, USA ; KIOKA Futaba, JPN ; LIU Ailing, CHN ; MORACE, Carolina  ITA ; MURRAY Julie, AUS ; NEID Silvia, GER ; SISSI, BRA ; STOERE Heidi, NOR ; SUNDHAGE Pia, SWE ; WEN Sun, CHN ; WIEGMANN Bettina, GER
fifa.com


Da L'Adige del 07.11.05

Uno sguardo sotto il velo

L´idolo di tutte è la centravanti della nazionale di calcetto.

Ma gioca in uno stadio dove gli uomini non possono entrare
Una giornalista e una fotografa trentine alle Olimpiadi islamiche femminili: serve un camicione. Ma guai se il sarto ti tocca. Il regime impone «hijab» e velo nero. Ma sotto sotto, esplode la moda. E qui le donne lavorano, guidano le auto e sono protagoniste della società

Di ANTONELLA CICOGNA
Ci ha preso le misure senza poterci misurare. È così che fa con ogni signora che viene nel suo negozio per acquistare un manto, una sorta di lungo grembiule, versione più laica del chador, che in Iran qualsiasi donna di qualsiasi fede è costretta a indossare in pubblico sopra pantaloni e camicetta, anche in piena estate, dai tempi della rivoluzione islamica del 1979.
Il signor Akbarì indossa una maglietta attillata bianca a maniche corte e attorno al collo, come una lunga collana, porta un metro plastificato color rosa. Se lo sfila, lo stende sul tavolo per misurare il tessuto che userà, o per fare le prove sui manichini, ma le sue clienti non le tocca mai. Akbarì ha una voce roca e gli occhi verdi. Come le barbe del granturco quando l´estate è al termine, i suoi capelli sono rossicci. Lo capisci che fa il sarto da come studia le clienti. Gli occhi li usa come il suo metro rosa. Quando ti guarda lo fa a spanne: tre spanne le braccia, tre e mezzo la vita, cinque le gambe. È così che ha fatto con noi quando siamo capitate nel suo negozio di via Modares, a quattro passi dalla moschea e dal bazar.
Appese su ometti di plastica, ci sono file e file di queste divise che lui confeziona giorno e notte. Nere, blu, bordò, con ricami vezzosi sul colletto, le pence per vitini da vespa. C´è anche qualche timido manto azzurro chiaro e bianco panna. E non è strano in un Iran che tutto il mondo conosce in nero. Perchè anche in questa città del nord ovest, a qualche diecina di chilometri dal confine con l´Iraq, suo nemico dal 1980 al 1988 in una guerra che l´Iran ricorda ogni anno per aver perso quasi un milione di shahid (martiri), anche qui appunto, dove un tempo tutto per la donna era declinato sui colori del lutto, qualcosa si muove.
Il nero non è più così nero. I camicioni non sono più così camicioni. E indossare sandali aperti senza calze, zeppe colorate, tacchetti a spillo, jeans con orlo che scopre leggermente le caviglie, come si usa nella frizzante e più variopinta capitale di Teheran, oggi si può. La moda femminile detta legge in tutto il mondo. Certo in Iran con qualche ritardo, limitazione ed escamotage. E senza dubbio con qualche significato di ribellione in più… Ma anche qui, basta sbottonare i manto che confeziona il signor Akbarì, e il mondo femminile acquista forme ed espressioni esplosive, multicolori. Un universo vivo, che i governanti più conservatori si ostinano a costringere sotto il nero, colore che le donne riconoscono sempre meno come il loro.
Nella Repubblica Islamica dell´Iran scordatevi la donna tra le sole mura domestiche. Lei è al volante nel traffico cittadino. Lavora in banca e negli uffici postali, nelle redazioni dei giornali, negli studi legali. Insegna all´università e studia. Le donne, che rappresentano oltre la metà della popolazione, sono riuscite con determinazione, nonostante difficoltà e discriminazione, a guadagnarsi un ruolo in quasi ogni fibra della società iraniana. Anche nelle attività in cui loro sembrano non esserci, semplicemente perché non le si vede o se ne parla pochissimo.
Lo sapevate, per esempio, che le iraniane sono ottime calciatrici, oltre che sfegatate tifose? Che tirano alla pistola, giocano a hockey, polo, vanno in canoa e scalano montagne, tirano con l´arco, praticano judo e karate, giocano a pallacanestro, nuotano, si buttano col parapendio, fanno bouldering e palestra?
Farkondeh Sadegh è la prima donna islamica ad aver raggiunto lo scorso maggio la cima dell´Everest. Mariam Sasanfar è nella nazionale femminile di hockey pista e ha un sogno: potersi confrontare con le giocatrici di hockey italiane. Golnar Vakil Gilani, in sella al suo cavallino arabo, ha partecipato questo settembre al primo incontro di polo femminile, vietato in pubblico dai tempi del leader supremo Khomeini.
E Masumeh Rezazadeh? Di lei, che gioca con la maglia numero 11 nella nazionale di calcetto, pantaloncini corti, polpacci da vero calciatore professionista, capelli alla maschietto che si rivelano solo quando è in campo, perché è allora che le ragazze si scoprono, vi lascio questa immagine. Con passo pesante, tra le urla da curva sud di un pubblico esclusivamente femminile (gli uomini non possono entrare negli stadi dove le donne giocano scoperte) lei, dicevo, trascina fuori dal campo la portiera della squadra avversaria, l´Iraq, che al diciannovesimo minuto del secondo tempo è caduta nel parare un gol e non riesce più a rialzarsi. Masu la sta portando fuori letteralmente di peso, sulle spalle, per adagiarla amorevolmente sulla panchina in attesa del medico, con ghiaccio spray e tardiva barella.
Di queste donne si conosce poco e se ne legge ancor meno anche quando sono atlete di una certa importanza. Perché in Iran, senza hijab, loro non possono essere fotografate. Senza velo i giornalisti non possono immortalarle, le televisioni non possono riprenderle. Ma noi è proprio di queste donne che vogliamo narrarvi ancora da queste pagine.
Non è bastato un pezzo per presentarle, come non è bastato un viaggio solo in Iran per scoprirle. Quattro anni fa, le alpiniste di Kermanshah, sulle pareti rocciose del monte Bisotun, mi hanno accolto nel loro mondo. Ed è da quell´incontro che è iniziato il viaggio. Il più recente è stato lo scorso settembre in occasione dei Giochi Islamici Femminili, le olimpiadi per sole donne organizzate e promosse dall´Iran e alle quali hanno partecipato 38 paesi da tutto il mondo. Per seguire questo evento occorreva una cordata esclusivamente di donne, e con quel suo modo pregnante e discreto di soffermarsi sulle cose, di fermarle nero su bianco con la sua macchina fotografica Rolleiflex, non poteva che unirsi nel viaggio Lucia.
Quattro spanne le braccia, tre la vita, sette le gambe... il sarto Akbarì le ha confezionato un manto proprio carino. Dovete farci un salto nel suo negozio. Eppoi, da quando li griffa "Made in Italy", i suoi camicioni vanno davvero a ruba.



6/11/2005

PARTITE DELLA DOMENICA

Risultati, cronache, commenti nelle pagine dedicate

5/11/2005

SERIE A: RISULTATI

4^ giornata andata 5 novembre 2005
Atalanta - Monti del Matese Bo. 0-1
Tavagnacco Graphist. - Agliana Aircargo 1-2
Milan - Atletico Oristano 10-0
Reggiana - Torino 0-2
Torres Terra Sarda - Fiammamonza 1-1
Vigor Senigallia - Bardolino 0-2
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3/11/2005

UN GIORNO CON LA NAZIONALE

di Guja Lucheschi

Ieri ho passato una delle giornate più belle delle mia vita. Tutto per una serie di combinazioni, la nazionale che gioca a Bagnarola (Sesto al Reghena), vicino a San Vito al Tagliamento, dove mio padre ha un ristorante. I rappresentanti della FIGC vanno a cena proprio lì, e la mia fortuna sta proprio qua. Mio padre, espansivo, logorroico, e soprattutto un "opportunista a fin di bene" non si fa sfuggire l'occasione, e stringe amicizia con Pier Giorgio Gozzer, presidente FIGC femminile. E così quella che ci guadagna sono io: la maglia da gioco, la polo della puma, spilla, portachiavi, 2 gagliardetti e soprattutto la possibilità di stare vicino alle ragazze. Arrivo al ristorante con il presidente, il sindaco di Sesto al Reghena e mio padre.Trovo le ragazze a tavola che hanno ormai quasi finito di mangiare, le saluto, loro ricambiano, gentilissime. Mi sorridono, un po' divertite da quell'emozione che non riuscivo proprio a nascondere, o forse dalle gomitate che tiravo a mio padre che nel frattempo cercava di raccontare la mia semplicissima carriera calcistica. Le lascio finire, e vado a sedermi a un altro tavolo. Prima di iniziare a mangiare il presidente mi presenta a Ghedin, che mi chiede "Vuoi giocare con noi?", e io "Certo, ho anche già la maglia". Qualche altra battuta, poi un saluto generale a tutti gli assistenti e vado a mangiare, ma lo stomaco è chiuso, troppa emozione.
Verso l'una andiamo al campo, mi sento un vip a passare nella zona spogliatoi. Fuori in tuta ci sono Di Bernardo, Schiavi, Camporese, destinate alla tribuna. Le guardo, anzi, le fisso. Poi, un po' alla volta, escono tutte. Mi sposto a bordo campo e le osservo mentre si scaldano, confusa tra invidia, ammirazione, stima. Alcune faccio fatica a riconoscerle, maledetti media che non le seguono mai.
Quando rietrano in spogliatoio, mi sposto sulle tribune, alla mie spalle la Schiavi e la Di Bernardo, la Camporese è in postazione Rai. C'è un sacco di gente, molti in piedi, anche se bisogna dire che le tribune non sono poi così grandi. "Forza 10!" o "Dai 9", pochi sono i "Grande Vale" o "Vai Patrizia!", ma vabbè, l'importante è che il pubblico ci sia. La partita è grandiosa.
Dopo il match rientro nella "zona chiusa", le guardo sfilare dentro, la Boni regala i calzini al gruppo di ragazzine impazzite che poi rimangono in attesa fuori dagli spogliatoi per raccogliere le firme. Valentina riesce con dei calzini nuovi, mi guarda e mi chiede "Li vuoi?", che domanda, certo! Poi, sentendomi un po' ridicola in mezzo a tutte le bambine le dico "Sei il mio idolo", e le chiedo se per favore mi fa firmare il gagliardetto da tutte. Dopo un quarto d'ora escono, un po' alla volta, e non ce ne è una che non venga circondata. Faccio da informatrice, come compare una calciatrice, le ragazzine mi chiedono chi è, e tutte sperano sempre che sia "la 10" (Valentina Boni). Quando finalmente arriva, con tutti quei riccioli e quel viso gentile e angelico, viene letteralmente sommersa: foto, autografi, abbracci. Lei, disponibilissima, si lascia far tutto, sempre sorridente. Poi mi cerca e mi ridà il gagliardetto, è proprio una ragazza in gamba. Le bambine mi fissano.
Alla fine, camminando a 1000 metri da terra, saluto e ringrazio tutti e me ne vado, strafelice. E riesco pure a fare un foto con Boni, Marchitelli e Perelli prima di andare.
Incredibile essere là, Gozzer è una persone gentilssima, disponibile, simpaticissimo. Ghedin anche, fantastico. Non so perchè ci dobbiamo immaginare le persone famose in modo diverso, come extraterrestri, visto che alla fine sono del tutto normali. E così è anche per le ragazze della nazionale, per quanto siano un po' meno famose dei colleghi uomini. Sono simpatiche, carine, sorridenti, disponibili. Felice e onorate di essere dove sono, coscienti e orglogliose si dover firmare autografi, sapendo di vivere il sogno di tante altre, semplici ragazze come loro.

ITALIA - SERBIA MONTENEGRO 6-0

RETI: 21', 29' Boni, 41' Panico, 75' Marsico, 83' Zorri, 85' Panico.
ITALIA: Brunozzi, Cassanelli, Tavalazzi (56' Masia), Di Filippo, Tona, Perelli, Gazzoli (46' Colasuonno), Paliotti, Panico, Boni (74' Marsico), Zorri. All. Ghedin.
SERBIA MONTENEGRO: Stoiljkovic, Tomic (85' Pavlovic), Dimitridevic, Mladenovic (53' Mešic), Stojanovic, Stojkanovic, Randelovic, Ivanovic, Sretenovic (91' Trajkovic), Stanojevic, Smiljkovic. All. Fiscan
AMMONITE: Perelli; Mladenovic, Dimitridevic, Stojanovic.

L'Italia domina la partita, non c'è dubbio. Ci mette un attimo a scaldarsi, ma una volta che gambe e testa si mettono d'accordo il ritmo sale, entusiasmante. Fermatele, quelle due in fascia (Boni e Paliotti, tanto per essere chiari..), piccoline e imprendibili, fanno impazzire le serbe. Al centro si fa un po' più fatica, ma ci sono. Dietro pomeriggio tranquillo per la coppia Perelli - Tona, impeccabile, o quasi, le poche volte che vengono chimate in causa. Una Panico che costruisce piuttosto che finalizzare, lasciata un po' sola dalla spenta Gazzoli.
Ci vogliono 21' minuti perchè la Boni faccia esplodere le tribune, sul filo del fuorgioco raccoglie l'invito della Panico e trafigge l'estremo difensore serbo. Il gol carica le azzurre che tolgono ogni spazio alle avversarie, e dopo solo 8' arriva il raddoppio. Pasticcio di Stoiljkovic, che si tuffa ma lascia incredibilmente sfilare il pallone davanti alla porta, beffando anche il proprio difensore e facendo la felicità della "piccola Vale" che non deve fare altro che appogiare la palla in rete. Per due volte le urla di gioia rimangono bloccate nella gola del pubblico, prima con Boni che sfiora la tripletta deviando male un ottimo cross dalla destra, e poi con Tona, che angola troppo il pallone servitogli dall'inesauribile Boni, a seguito di un calcio d'angolo. Il primo tempo si chiude in bellezza, con la segnatura della Panico, servita ancora da Boni.
Al rientro troviamo Colasuonno al posto del fantasma Gazzoli, ma l'Italia sembra essersi adagiata sui 3 gol fatti nel primo tempo.  Sono tutte più rilassate, tranne le serbe che al contrario trovano sfogo nei falli a ripetizione. Dopo 10' minuti fuori la Tavalazzi, prestazione sufficiente e nulla più, per un Masia più brillante. Il gioco riacquista un po' di spettacolo, ma bisogna aspettare l'ingresso di Marsico al 74' per un po' di emozioni vere, infatti le basta solo un minuto per firmare il poker tricolore. La squadra improvvisamente si risveglia e riparte alla carica, la Panico va di nuovo vicino al gol, ma è il turno della Zorri, che da calcio piazzato infila tra le braccia colpevoli di Stoiljkovic. Un paio di minuti e arriva il 6° gol italiano e la doppietta del capitano, con un colpo di testa da manuale del calcio. C'è ancora tempo per Perelli che spreca una buona occasione nella mischia, e per un'assurda e immeritata ammonizione sempre per il centrale del Milan.
Prestazione generale più che soddisfaciente, c'è da sperare solo che l'entusiasmo di ieri si veda anche a marzo contro la Grecia, sia da parte delle giocatrici, che da parte del pubblico. Ghedin si è detto molto soddisfatto, specie del carattare mostrato dalla squadra. Un plauso comunque a chi ha fatto bene, Boni su tutte, e un incoraggiamento a chi non è riuscito a esprimersi al meglio, perchè, di sicuro, siamo sulla strada giusta.



Da L'Arena di Verona Giovedì 3 Novembre 2005  - CALCIO FEMMINILE/Qualificazioni mondiali

La Boni trascina l’Italia

Doppietta nel 6-0 rifilato alla Serbia Montenegro

 Pordenone. Valentina Boni trascina l'Italia di Pietro Ghedin. L'attaccante del Senini Bardolino ha segnato due delle sei reti che le azzurre hanno rifilato alla Serbia Montenegro nella terza gara di qualificazione ai Campionati del Mondo in programma nel 2007 disputata a Bagnarola. L'Italia riscatta quindi la sconfitta di misura patita sabato scorso in Norvegia con le "vichinghe" vittoriose per 1-0 dopo che l'undici azzurro aveva sprecato più di una palla gol.
Tre reti sono state realizzate nel primo tempo: al 20’ e al 28’ da Valentina Boni e al 40’ dalla Panico, le altre tre nella ripresa portano la firma della Marsico (31’), della Zorri (39’) e della Panico (41’). Tra le azzurre buona prova anche delle altre due veronesi in campo: Tavalazzi e Cassanelli.
Seconda vittoria, dunque, per l’Italia delle donne nel girone di qualificazione ai Mondiali, che aveva aperto il girone battendo l’Ucraina 3-1, prima di perdere in Norvegia. Questo successo consente al tecnico di recuperare stimoli e morale in vista della lunga sosta. Il prossimo appuntamento con le qualificazioni, infatti, è in programma il 29 marzo contro la Grecia.
Prima dell’inizio della gara tra l’Italia e la Serbia Montenegro è stato osservato un minuto di silenzio in memoria dell’ex Commissario tecnico della Nazionale Ferruccio Valcareggi, scomparso nella mattinata a Firenze. (s.j.)


Roma 02/11/2005 figc.it

QUALIFICAZIONI MONDIALI: SPETTACOLO AZZURRO BATTUTA LA SERBIA

GHEDIN: "GRANDE CARATTERE"

Le Azzurre danno spettacolo a Bagnarola e battono la Serbia Montenegro 6-0. Tre reti sono state realizzate nel primo tempo (al 20' e al 28' ) da Valentina Boni e al 40' da Panico, le altre tre nella ripresa portano la firma di Marsico (31'), Zorri (39') e Panico (41'). Bella la partita, buono il gioco espresso, frutto dell'entusiasmo che il commissario tecnico della Nazionale femminile Pietro Ghedin ha saputo dare al gruppo. "Sono molto soddisfatto - ha dichiarato Ghedin - perchè la squadra ha tirato fuori grinta e carattere, ed ha confermato che stiamo lavorando bene e che stiamo crescendo. La strada, comunque, è ancora lunga".
Seconda vittoria, dunque, per l'Italia delle donne nel girone di qualificazione ai Campionati del Mondo di categoria: dopo aver battuto l'Ucraina 3-1, sabato scorso le Azzurre sono uscite sconfitte (1-0) dalla trasferta a Bergen, in casa della Norvegia, ma il successo odierno consente al tecnico di recuperare stimoli e morale in vista della lunga sosta. Il prossimo appuntamento con le qualificazioni, infatti, è in programma il 29 marzo contro la Grecia.
Prima dell'inizio della gara tra l'Italia e la Serbia Montenegro è stato osservato un minuto di silenzio in memoria dell'ex Commissario tecnico della Nazionale Italiana Ferruccio Valcareggi, scomparso questa mattina a Firenze.


Da Datasport Calcio: Generico: Generico  Donne: 02/11/2005 17.37.30

battuta 6-0 la Serbia e Montenegro

(DS) - Bagnarola (PN), 2 novembre - La Nazionale femminile ha vinto con la Serbia e Montenegro in una gara valida per le qualificazioni mondiali. Le azzurre di Pietro Ghedin, a Bagnarola in provincia di Pordenone, si sono imposte sulle serbo-montenegrine per 6-0.
Le reti italiane sono state segnate al 20` e al 28` del primo tempo da Valentina Boni e al 40` dalla Patrizia Panico. Nella ripresa poi le ragazze hanno chiuso la pratica con i gol della Marsico (31`), della Zorri (39`) e ancora della Panico (41`). Alla fine il Ct azzurro Ghedin ha commentato: `Sono molto soddisfatto perche` la squadra ha tirato fuori grinta e carattere, ed ha confermato che stiamo lavorando bene e che stiamo crescendo. La strada, comunque, e` ancora lunga`. Le azzurre hanno disputato una buona gara e sembrano aver ritrovato l`entusiasmo in vista dei prossimi difficili impegni. La prossima gara sara` ora con il 29 marzo contro la Grecia. Prima dell`inizio della partita e` stato osservato un minuto di silenzio in memoria dell`ex Commissario tecnico della Nazionale Italiana Ferruccio Valcareggi, deceduto questa mattina a Firenze.
(R. Datasport, DTS)

Da Il Gazzettino On Line Mercoledì, 2 Novembre 2005  CALCIO

La Nazionale femminile sfida la Serbia

Sesto al Reghena. Appuntamento delicato per l'Italdonne. La formazione affronterà oggi la Serbia Montenegro a Bagnarola di Sesto al Reghena per le qualificazioni ai Mondiali 2007 di calcio femminile. Le azzurre devono assolutamente vincere per rimediare alla sconfitta subita sabato scorso in Norvegia (0-1). È probabile che Ghedin ricorra alturnover. La Serbia Montenegro è invece reduce dalla facile vittoria per 2-0 in Grecia ed è appaiata all'Italia in classifica. La Norvegia guida a punteggio pieno (9), ma ha giocato una gara in più. Il calcio d'inizio è fissato per le 14.30, l'ingresso è gratuito.
Mercoledì, 2 Novembre 2005  CALCIO FEMMINILE

Le azzurre di Ghedin sfidano la Serbia

Oggi a Bagnarola nuova tappa nel cammino verso il Mondiale. Ingresso gratuito, si attendono i tifosi

Sesto al Reghena. Scatta l'ora della rincorsa mondiale. Oggi la Nazionale italiana femminile, ospitata all'Hotel in Sylvis di Sesto al Reghena, sfiderà la Serbia Montenegro. Succederà alle 14.30 al Comunale di Bagnarola, dove si attende il grande pubblico che l'appuntamento agonistico merita. L'ingresso è gratuito. Le ragazze allenate dal veneto Pietro Ghedin, già grintoso terzino della Lazio, sono reduci da un prevedibileko patito in Norvegia (0-1). Adesso, sulla strada della qualificazione mondiale 2007, trovano le balcaniche, reduci invece da un tonificante 2-0 alla Grecia e seconde in classifica (al pari delle azzurre). Zorri e compagne hanno svolto la rifinitura dell'allenamento proprio sul campo di Bagnarola.
TOUR - Nella mattinata di lunedì la delegazione e le atlete italiane erano state ricevute in municipio, a Sesto, dal sindaco Giuseppe Sigalotti, visitando successivamente la storica abbazia. Nel pomeriggio hanno sostenuto a Ramuscello una seduta atletica, bissata da quella di ieri al Comunale che ospiterà la sfida ufficiale, per saggiarne il terreno, come previsto dal regolamento Uefa. Lunedì sera sono arrivate anche le avversarie della Serbia Montenegro, che si sono allenate al parrocchiale di Azzano. In mattinata "proveranno" a Bagnarola. Confermata la presenza delle telecamere Rai che riprenderanno l'incontro, anche se il match verrà poi proposto su RaiSat Sport in differita, con inizio alle 21.
AMICI - Importante l'aiuto fornito dagli sponsor. Si tratta di Regione, Provincia, Comune di Sesto al Reghena, Aiat Pordenone, Fondazione Crup, Interporto Centro ingrosso Pordenone, Friulvini, Sorelle Ramonda, Graphistudio, Costruzioni Cimolai e Gsm. «Li ringraziamo pubblicamente - dice Sandro Sandrin, a nome dell'organizzazione Eventi - per aver consentito che in provincia si potesse ospitare un incontro Fifa valido per la qualificazione alla Coppa del Mondo del 2007».
L'ORGANICO - Questa larosa completa che affronterà l'impegno con la compagine balcanica, agli ordini delct Ghedin. Portieri: Brunozzi (Vigor Senigallia), Marchitelli (Fiammamonza), Di Bernardo (Milan); difensori: Schiavi (Fiammamonza), Tavalazzi (Bardolino), Masia (Monti Matese), Tona (Torres), Perelli (Milan), Cassanelli (Bardolino), Zorri (Torino); centrocampisti: Di Filippo (Graphistudio Tavagnacco), Paliotti (Fiammamonza), Boni (Bardolino), Nasuti (Reggiana), Conti (Torres), Squizzato (Venezia), Camporese (Bardolino); attaccanti: Gazzoli (Fiammamonza), Panico (Torino), Gabbiadini (Bardolino), Marsico (Milan), Carpino (Riozzese). Fischierà la belga Claude Brohet.

Da Il Tempo del 02.11.05 MONDIALI 2007 FEMMINILI

Oggi Italia-Serbia Montenegro Ghedin: «Ci serve una vittoria»

PORDENONE — La Nazionale italiana di calcio femminile è chiamata a vincere oggi alle ore 14.30 a Sesto al Reghena contro la Serbia nel terzo incontro delle qualificazioni ai Mondiali di Cina 2007. L'Italia del ct Ghedin ha battuto 3-1 l'Ucraina e sabato scorso ha perso 1-0 in Norvegia: del girone fa parte anche la Grecia e solo la prima classificata andrà ai Mondiali. Arbitrerà la belga Brohet. Tra le azzurre ha lasciato il ritiro Conti. Ghedin: «Ci servono tre punti».

Roma 02/11/2005 figc.it

QUALIFICAZIONI MONDIALI: OGGI LE AZZURRE CONTRO LA SERBIA MONTENEGRO

GHEDIN: "STIAMO CRESCENDO"

Archiviata la sconfitta subita sabato scorso a Bergen contro la Norvegia (1-0), la Nazionale femminile si è trasferita a Sesto al Reghena (PN) per preparare l'altra gara di qualificazione ai Campionati del Mondo di categoria contro la Serbia Montenegro, che si giocherà questo pomeriggio allo stadio comunale Bagnarola, alle ore 14,30.
Vigilia serena in casa delle Azzurre, che hanno smaltito la sconfitta immeritata con la Norvegia. Il commissario tecnico Ghedin è ottimista: "Sapevamo che la Norvegia - ha dichiarato - era un'avversaria difficile, eppure abbiamo combattuto alla pari disputando una bella gara. Adesso ci aspetta la Serbia, mi conforta il fatto che il gruppo sta crescendo e che le ragazze continuano a lavorare con grande entusiasmo".