Il terzo motivo era perché avrei di nuovo visto dei vecchi amici nel mondo del c.f. internazionale, come Aaron Heifetz, il portavoce della nazionale USA, il tedesco Rainer Hennies, 125 chili di simpatia che segue il c.f. dai primi Mondiali in Cina nel 1991 (scrive sul c.f. per la FIFA), l’inglese Colin Aldis (che sara’ senz’altro impegnato il prossimo anno con gli Europei in Inghilterra) ed infine lo svedese Thorsten Frennstedt, una vera enciclopedia del c.f. svedese/mondiale (Thorsten segue la Svezia dal 1969 e finora avra’ visto circa 280 partite della sua nazionale. L’anno scorso la federazione svedese lo invitò per la finale Germania-Svezia ai Mondiali americani. E’ stato non solo un artefice della nazionale svedese ma l’anno scorso dopo la CA fu invitato alla sede della FIFA per preparare il nuova “ranking” mondiale per il c.f., la classifica che determina le prime nazioni al mondo. Thorsten e’ il corrispondente per la rivista svedese “Nya Mal”). Conosco Aaron, Rainer e Thorsten da febbraio del 1999 quando sono andato a San Francisco con la Levati, il CT Carlo Facchin e Manuela Tesse al sorteggio di quei Mondiali.
Il quarto motivo per andare sarebbe stato anche la possibilità di vedere di nuovo da vicino, forse per l’ultima volta (dovrebbe ritirarsi dalla competizione internazionale dopo Atene), Mia Hamm, senz’altro la calciatrice piu’ famosa del mondo (scelta recentemente da Pele’ insieme alla sua compatriota Michelle Akers tra i migliori 100 calciatori degli ultimi 100 anni della FIFA. Dico calciatori e non calciatrici perche’ stanno insieme a George Best, Paolo Maldini, Roberto Carlos, Sir Bobby Charlton, Zinedine Zidane e tanti altri famosi giocatori). Il 17 marzo Mia ha compiuto 32 anni ed era in forma smagliante (talmente tanto che nella finale contro la Norvegia, vinta 4-1 dall’America, due dei quattro goal sono nati dai suoi cross). Ma non c’era solo Mia. C’era anche il “furetto” Marionette Pichon, la francese che ha anche giocato nella WUSA, per non parlare della inossidabile norvegese Hege Riise (scelta come miglior giocatrice del Mondiale del 1995, pure le una ex giocatrice della WUSA) e Patrizia Panico.
Dato che l’anno scorso il tempo era bruttissimo (nella partita Canada-Svezia soffiava un vento tipo bora triestina) mi sono portato guanti, maglioni, berretti, ecc. Che sbaglio. Per l’intera settimana neanche una goccia di pioggia, niente vento e una temperatura di circa 22-23 gradi! Rainer invece e stato piu’ intelligente e si e’ portato il costume da bagno. Il tempo era perfetto per stare fuori a vedere le migliori calciatrici al mondo (purtroppo le tedesche non c’erano anche se in un angolino ad osservare le future avversarie ad Atene c’era il loro CT, Tina Theune-Meyer). A proposito di Tina, chiedo a Rainer se la federazione tedesca e’ rimasta finora soddisfatta del suo lavoro. Mi guarda un po’ incredulo e dice “Come fa a non esserlo con tutti i titoli europei e il Mondiale che ha appena vinto? Il suo lavoro e’ semplicemente perfetto”! “Supremazia tedesca” mi vien voglia di rispondere…
Per i lettori che non sono mai stati alla CA, il torneo si svolge in un clima molto rilassante (le partite, due al giorno, sono tutte gratis). In alcuni stadi sparsi nei piccoli paesini della costa Algarve (le partite si svolgono durante la settimana a partire dalle 14) non ci sono nemmeno le transenne. Se uno proprio vuole potrebbe tranquillamente entrare in campo e giocare insieme con le ragazze, per non parlare degli allenamenti che non sono a porte chiuse. Per gli allenatori invece gli allenamenti sono un ottimo modo di osservare da vicino le svedesi, americane, cinesi, ecc. al lavoro (un amico belga, appassionato della scuola svedese, mi ha spiegato che per le ultime 3 stagioni la sua squadra e’ arrivata prima grazie anche agli allenamenti della Svezia che segue durante la CA).
Le origini del torneo? All’inizio il torneo si svolgeva sull’isola di Cipro. Era un modo per i paesi nordici (Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca—i paesi che organizzano il torneo a rotazione) di allenarsi in un clima piu’ caldo durante la pausa dei loro campionati (quest’anno toccava alla Danimarca). Dopo i tumulti politici nel Medio Oriente il torneo fu trasferito nel sud del Portogallo. Dal 1994 le seguenti nazioni hanno vinto il torneo:
Per quanto riguarda le cinesi, io e Rainer eravamo curiosi di vedere la loro partita contro l’Italia dato che lui conosce molto bene le cinesi (fece tempo fa un’intervista a Sun Wen per FIFA Magazine). L’Italia era nello stesso girone insieme alla Finlandia e alla sua “bestia nera”, la Norvegia (che tra l’altro e’ anche la bestia nera dell’America dato che le norvegesi sono le uniche al mondo che possono vantarsi di aver battuto PIU’ volte l’America. A Sydney del 2000 per un soffio la Norvegia vinse (con il golden goal) la medaglia d’oro. E se c’e’ una cosa che l’America assolutamente NON sopporta e’ quello di perdere nel c.f. (per le recenti qualificazioni di Atene stava perdendo 2-0 contro il Messico. Vinse invece 3-2). Arriviamo nel paesino di Guia e vediamo gli ultimi minuti di Norvegia-Finlandia. La Norvegia e’ l’unica nazione che ha il piu’ grande seguito di fans dato che molti turisti norvegesi scendono ogni anno nell’Algarve con le loro roulotte. Il loro tifo e’ molto tranquillo e spesso divertente.
Finita quella partita la Cina entra in campo per il riscaldamento verso le 15:35. La partita sara’ alle 16:15. Le italiane invece non si vedono in campo. Mi passa sotto il naso Colin (che alloggiava nello stesso albergo insieme agli USA, Italia, Norvegia e Svezia) e mi dice che l’Italia e’ solo arrivata oggi (domenica, l’inizio del torneo) alle 11 e non sabato, venerdi’ o giovedi’ come tante altre squadre (la Grecia arrivo’ venerdi’ sera)! Vengo a sapere che purtroppo il campionato di sabato non era stato sospeso/rimandato, e quindi le povere ragazze, alcune che si sono presentate alla undici di sera a Roma, sono dovute partire alle sette del mattino di domenica per arrivare lo stesso giorno della partita contro la Cina. Penso subito che in Italia a qualcuno a) non interessa quello che fa la nazionale e b) non sa l’importanza della CA. Non e’ possibile presentarsi all’ultimo momento, specialmente quando uno deve affrontare una della nazioni piu’ forti al mondo! Guarda l’orologio e segna le 15:51. l’Italia finalmente entra in campo (immaginate in che condizioni dopo la fatica del giorno prima e il volo, solo di 3 ore, ma che puo’ a volte diventare il doppio se ci sono ritardi. Chi ha volato lo sa benissimo) per riscaldarsi, neanche 20 minuti prima di un’importantissima partita. Guardo Rainer e dico “La solita (dis) organizzazione italiana, unfortunately”!
Dopo gli inni vado per scattare le foto di gruppo. Prese forse dall’emozione le italiane non si mettono in posa. Le cinesi invece si’. Il goal dell’Italia francamente non era tra i piu’ belli mai visti in campo internazionale, ma quello che conta e’ il risultato, e quindi con la fatica del giorno prima, la sveglia all’alba, il volo, ecc., quella partita era senz’altro un buon inizio per l’Italia che era riuscita a battere le figlie di Mao.
Le partite della CA si giocano un giorno si’ e uno no. Nei giorni di riposo vado spesso a vedere gli allenamenti. Quest’anno non c’era solo la Hamm ma anche dei veri miti del c.f. internazionale, come Mary Harvey, il portiere degli USA (vincitrice pure lei del primo Mondiale nel 1991 e ora un consulente della FIFA per il c.f.), la Chastain, la svedese Pia Sundhage, la giocatrice piu’ famosa nella storia del c.f. svedese, 21 anni in nazionale con 146 presenze. La posta svedese aveva perfino rilasciato dei francobolli con la sua immagine quando giocava (Pia gioco’ anche nella Lazio. Una storiella interessante della sua esperienza romana: un giorno stava facendo dello stretching. Le compagne le chiedono a che cosa serve. Spiega l’importanza di avere i muscoli ben riscaldati per evitare anche gli infortuni. Le compagne la guardano e dicono “Non c’e’ bisogno di fare stretching perché oggi fa caldo”! Altri tempi… Pia ha anche allenato nella WUSA americana), l’americana Tracy Leone, l’assistente della Heinrichs, che nel 2002 ha vinto da CT il primo Mondiale U-19 (finale contro il Canada davanti a 47.700 persone. La Leone ha anche vinto il Mondiale nel 1991), Heather Mitts (l’americana che era stata contattata da Playboy per posare nuda), Lindsay Tarpley, la capitana della nazionale USA campione del mondo U-19 nel 2002 in Canada e naturalmente April Heinrichs, campionessa del mondo nel 1991, una stagione giocata vicino a Prato e CT dal 2000 dell’America (nel 1991 vinse il Mondiale in Cina con la Hamm. Da 4 anni e il suo CT).
Ho anche parlato con i portoghesi dei problemi legati alla loro nazionale, non tra le piu’ forti al mondo (e’ quasi sempre arrivata ultima al torneo). Interviene l’amico Aaron che dice che il Portogallo dovrebbe fare quello che sta facendo da un paio di anni la Grecia con il CT Xanthi Konstantinidou (vedere intervista), o sia, quello di “importare” in nazionale le giocatrici di origine greca nate in Nord America, come nel caso di Stacey, oppure come il numero 17, l’americana Regina Agapitou, che gioca attualmente con lo Sparta Praga, un piccolo mastino che senza’altro dovrebbe fare bene ad Atene (si puo’ vedere che la sua tecnica individuale/preparazione fisica e’ molto superiore alle compagne che giocano nel campionato greco). Credo che il discorso si dovrebbe anche fare con la nazionale italiana dato che ci sono in Nord America (compreso il Canada) piu’ o meno 50 milioni di nordamericani (solo 500.000 a Toronto) che hanno le loro origini nel Bel Paese (Kate Sombrero, campionessa americana del 1999, e’ italo-americana, mentre Carmelina Moscato, Linda Consolante e Silvana Burtini giocano nella nazionale canadese). Perche’ importare delle oriunde (tra l’altro, l’Italia l’aveva gia’ fatto negli anni 30 con gli argentini di origine italiana)? Perche’ da quello che ho finora visto, avendo allenato sulle due sponde dell’Atlantico (e avendo anche allenato alcune straniere in Italia), la mentalità per quanto riguarda la preparazione fisica e un tantino superiore alle italiane. Un esempio? Il primo risale agli anni novanta quando la canadese Charmaine Hooper (la giocatrice piu’ famosa del Canada, 36 anni, capitana della sua nazionale. La Hooper sara’ a Parigi a maggio per il 100° anniversario della FIFA. Fara’ parte della squadra Resto del Mondo contro la Germania campione del mondo) giocò per un breve periodo nella Lazio. Ancora oggi alcuni dicono quanto era in forma. Un giorno glielo detto. Si era messa a ridere: “Per forza ero in forma! Perché me le ragazze erano pigre e quindi dovevo rimanere DOPO gli allenamenti per continuare ad allenarmi! Non erano certamente al mio livello per quanto riguardava la preparazione fisica”. E in una delle partite del Mondiale dell’anno scorso in America, ad un certo punto un telecronista racconta che la famosa rivista americana “Sports Illustrated” aveva scelto Charmaine come l’atleta femminile piu’ in forma di tutte le discipline femminile. Un grande onore dato che (per una volta) non riguardava un’atleta americana.
Da quello che ho visto da questa edizione della CA, dispiace dirlo, ma quando a volte gioca l’Italia c’e’ in campo una continua lamentela: o l’arbitraggio non va bene o le avversari sono fisicamente troppo “dure” nel gioco (specialmente nel caso delle nordiche e delle americane che sono piu’ forti fisicamente—il numero 20 degli USA, Abby Wambach, e’ una versione al femminile del grande Nordhal, 1m80 di pura forza, un piccolo armadio—che nella finale segno’ una tripletta contro la Norvegia). Aggiungiamo le solite barelle in campo, ammonizioni (barelle nella finale NON si sono viste. A proposto di ammonizioni, la Hamm fu ammonita per un fallo che non riguardava neanche l’avversaria. Ha guardato un po’ perplessa l’arbitro, non ha fatto scenate e a continuato a giocare) e il risultato e’ che tutto questo impedisce a volte di vedere un gioco diciamo piu’ spettacolare, anche se la Heinrichs, non del tutto d’accordo con la teoria di Aaron, ha elogiato le italiane dicendo che tecnicamente sono molto brave.
Per quanto riguarda invece la partita contro le finlandesi (ero dietro la porta a scattare foto e a riprendere la partita, l’unico fotografo presente), ad un certo punto la Morace viene espulsa per aver insultato (un po’ troppo) l’arbitro. Che l’arbitro portoghese (non era della FIFA come gli arbitri presenti al torneo) non sia stata all’altezza, su questo non discuto, ma l’immagine dell’Italia quel giorno non e’ stata tra le piu’ brillanti (una giocatrice italiana da dietro ha dato un bel calcio alle gambe della finlandese e un bel pugno alla schiena degno di Mike Tyson!). Fino a quel momento credo che la Morace era tra i primi CT ad essere stati espulsi nella storia della CA. Non per caso prima della partita per il 3° posto (l’ultima partita dell’Italia) su 12 squadre l’Italia era ultima per quanto riguardava il premio Fair Play (vinto tra l’altro dalla piccola Grecia che arrivò purtroppo undicesima). Come ha detto un collega quel giorno, “Lamentandosi in continuazione l’Italia non fa altro che rendersi ridicola”. E dato che i quattro paesi nordici organizzano la CA potrebbe essere un po’ difficile che l’Italia sia di nuovo invitata. Meglio forse una nazionale un po’ piu’ tranquilla, come quella canadese.
Per la partita del 3° posto tra l’Italia e la Francia a Faro (avevo saltato Italia-Norvegia (0-3) perché ero andato a vedere Svezia-Francia, vinta 3-0 dalle francesi!), ci saranno state no piu’ di 200 persone (di sabato pomeriggio). Ero in tribuna stampa e ad un certo punto sento la voce squillante della Morace, ma non riesco a capire da dove arriva la sua voce. Guardo sugli spalti dalla parte opposta della panchina italiana ed eccola li’, da sola a cuocere sotto il sole dato che essendo stata espulsa nella partita precedente non poteva stare in panchina. Dato la vittoria della Francia sulla Svezia e dato che agli ultimi europei sono state proprio le francesi ad aver eliminato l’Italia da quel campionato, ho pensato che senz’altro sarebbe stata una partita piuttosto “esplosiva”. Infatti, calcio d’inizio per la Francia e dopo solo 11 secondi la Panico commette fallo (un record mondiale?). “Andiamo bene” dico. Goal della Panico. Il primo tiro in porta della Francia? Un rigore messo a segno dalla Pichon, molto veloce e sempre molto pericolosa. Doppietta della Panico, due goal molto belli per dire il vero. Goal di nuovo dell’Italia. Le solite lamentele ed urla da parte delle italiane ma questa volta senz’altro l’Italia ce la fara’. Al 68° una giocatrice francese viene espulsa. Undici contro dieci. Quante volte pero’ si sono viste partite dove in 10 si gioca meglio che in 11? Aggiungiamo a tutto questo l’orgoglio francese (con il CT francese Elisabeth Loisel super attiva in panchina) e dico “Scommettiamo che questa partita la Francia la vince”. Come non detto. La partita finisce 3-3. Vive la France oppure la solita stanchezza che subentra alle italiane? Si va ai rigori. L’arbitro e’ americana. Tira la Panico. Sbaglia. Deve ripetere il rigore. Tira e sbaglia di nuovo. Deve ANCORA ripetere il rigore. Tira, sbaglia ma questa volta il rigore conta. Idem per la francese. Idem per la Tesse che deve pure lei ripetere il rigore una volta. Una grande confusione per via dell’arbitro. La Francia vince ai rigori! Quarta l’anno scorso (alla sua prima apparizione alla CA) e terza quest’anno. “Pas mal”. Senz’altro il Generale De Gaulle nella sua tomba e’ piu’ che orgoglioso delle sue jeunes filles!
L’amico Thorsten e Xanthi sono invece a vedere Svezia- Cina. Pure quella partita finisce a rigori con il 5° posto alla Svezia (vice-campione Mondiale del 2003). Passano a prendermi e facciamo una corsa per la finale all’Estadio Algarve. Ci sono circa 1.500 spettatori (in uno stadio di 30.000 posti). Ci sono anche le 10 squadre sugli spalti. L’America distrugge la Norvegia 4-1. Al fischio finale tutte le squadre scendono in campo per la premiazione. Il trofeo viene dato alla capitana Julie Foudy (campionesse del mondo del 1999, medaglia d’oro ad Atlanta e medaglia d’argento a Sydney). Il solito “We are the champions” dei Queen rimbomba nello stadio. L’americana Boxx e’ la migliore del torneo, la svedese Sofia Lundgren miglior portiere e Abby Wambach il capocannoniere del torneo. Le greche, senz’altro deluse per l’11° posto, hanno almeno la simpatia del pubblico (forse perché la squadra rispecchia la simpatia del CT Xanthi, che non si e’ fatta espellere da nessuna partita…). La festa e un’altra edizione della CA stanno per concludersi. Io e Thorsten torniamo al nostro albergo e il giorno dopo, domenica, partiamo in macchina per Lisbona. Thorsten rientra in Svezia lo stesso giorno. Lo saluto all’aeroporto quando mi passa sotto il naso la Finlandia. Vedo un loro dirigente e gli chiedo com’era dal suo punto di vista la partita contro l’Italia. “Terrible”! mi dice in inglese, anche perché uno dei mister finlandesi si era perfino preso un cazzotto in bocca da un dirigente portoghese che pretendeva di avvicinarsi troppo alla panchina finlandese. Una piccola “Stalingrado” quel giorno nel paesino di Lagos dove si era svolta Italia-Finlandia!
Ho letto che l’Italia soffriva di stanchezza. Il fatto che la Guarino gioco’ solo una partita contro la Cina non aiutò senz’altro le cose, ma una cosa che non capisco, ma pure le altre nazioni saranno stanche, o no? Prendiamo per esempio l’America. Non hanno al momento piu’ la lega ma qualche settimana prima erano in Cina per il torneo delle 4 nazioni (USA, Germania, Cina e Norvegia), poi in Costa Rica per la qualificazione ad Atene del girone CONCACAF, poi di nuovo negli USA e subito di nuovo su un altro aereo per il Portogallo. Delle vere globetrotters. Stanche o no ma stranamente riescono sempre a dare il meglio. Mi sembra che erano stanche le italiane anche a USA’99 quando avevano saltato ben 4 allenamenti per andare a fare shopping e turismo (due a Los Angeles prima della partita contro la Germania, uno a Chicago e uno a Boston). Lo so perché ero l’interprete dell’Italia a quei Mondiali. Se tiravano fuori l’ultima goccia di sangue e energia l’Italia si sarebbe qualificata per un soffio a Sydney 2000 (le prime 8 sono andate a quelle Olimpiadi. L’Italia arrivò invece nona e rimase a casa a guardare le Olimpiadi in televisione).
Alla CA siamo andati anche a vedere l’allenamento della Svezia e poi quello dell’America. Due allenamenti ad alto ritmo (per la partitella le svedesi mettevano due porte a poche distanza una dall’altra e giocavano un 5 contro 5 con cambi in continuazione. Secondo il rapporto della FIFA sui Mondiali dell’anno scorso il gioco delle svedesi era molto veloce confronto alle altre squadre. Sara’ anche per questo che sono arrivate seconde?). Quel pomeriggio siamo anche andati a vedere l’allenamento dell’Italia. Sembrava un po’ tutto a rallentatore con molti periodi “morti” confronto agli allenamenti della Svezia e dell’America mentre alcuni esercizi non li abbiamo proprio capiti. Questo era il giorno prima di Italia-Norvegia. Se l’Italia vuole arrivare fra le prime 5 al mondo oppure vuole vincere qualche titolo mondiale, deve cambiare MODO di giocare. Ogni allenamento, come ha detto il guru del c.f americano Anson Dorrance (quello che aveva scoperto una giovane Hamm, quello che vinse il primo Mondiale nel 1991 e quello che ha attualmente in nazionale 12 giocatrici dalla sua squadra universitaria, il North Carolina che allena da 20 anni. Ha pure allenato il CT Heinrichs), dev’essere una “guerriglia”. In poche parole, per Dorrance l’allenamento dovrebbe rispecchiare quello che succede in una partita, cioè un battaglia, come durante Italia-Finlandia, non esattamente un esempio di grande fratellanza fra le due nazioni. Girando i campi d’Italia e osservando il lavoro di altri mister mi sembra spesso di vedere allenamenti per ballerine, e non per calciatrici. La situazione peggiora nelle serie inferiori (due dirigenti dell’Udine Calcio Femminile un giorno mi hanno detto di andare piano con gli allenamenti perché due ragazzine, entrambe fumatrici, non ce la facevano. Lascio eventualmente la squadra. Subentra un altro mister che di c.f. sapeva poco. Gli stessi due dirigenti gli chiedono di aumentare il ritmo degli allenamenti. Assurdo!).
Un ultimo punto molto interessante che riguarda gli allenatori. Perché la Svezia e’ vice-campione del mondo e fra le prime 5 al mondo e che sara’ senz’altro ad Atene sara’ sul podio? Perche’ durante le partite della Svezia (e pure durante gli allenamenti) c’era un piccolo gruppo di uomini e donne sugli spalti, tutti con la tuta ufficiale della Svezia e tutti a prendere appunti. Chiedo a Thorsten, dato che conosce l’ambiente molto meglio di me (era alla su decima edizione!), “Ma chi sono”? “Sono gli allenatori delle 12 squadre della Serie A che sono a vedere le loro giocatrici in nazionale per poi confrontarsi dopo le partite con il CT Marika Lyfors e per analizzare le partite” , mi risponde Thorsten (la Lyfors era stata scelta l’anno scorso dalla FIFA come miglior CT ai Mondiali). Quando mai succede questo in Italia, che il campionato viene sospeso e i mister delle squadre di Serie A seguono in giro per il mondo la nazionale per poi discutere le partite con il CT? Si’, e’ una questione di soldi ma anche di mentalità (spesso in Italia i mister delle squadri locali fanno difficoltà per via della rivalità fra le loro società di confrontarsi sul progresso delle loro squadre). Non e’ solo una questione che le nordiche sono fisicamente piu’ forti delle italiane, e’ anche una questione di organizzazione e di attenzione da parte delle federazioni verso le loro squadre femminili. Con tutti i problemi che sta ora attraversando il calcio maschile in Italia, figuriamoci se qualcuno alla FIGC ha proprio il tempo e i soldi per seguire da vicino la nazionale femminile (non l’avevano neanche nel 1999 quando non c’era nemmeno il fotografo ufficiale a seguito della nazionale. Ho scattato io invece un sacco di foto della nazionale e di quei Mondiali). Per concludere sull’argomento della mentalità legata al modo di giocare, vi lascio con il commento della Heinrichs subito dopo la finale (a voi la traduzione):
"There have been times over the last four plus years where I have been painfully aware of the fact that Norway leads the overall series," said Heinrichs, whose team defeated Norway in the 2000 Algarve Cup Final as well. "But I have to admit on a personal level, it's been one of my goals as a coach is to right that discrepancy and for us to do it the biggest games, in the World Cup and in Algarve Cup finals, is a tribute to our mental toughness."
L’ha detto la Heinrichs, “Mental toughness” (forza/durezza mentale), il segreto che porta quasi sempre le americane fra le prime 3 di qualsiasi torneo internazionale.
In conclusione, ho visto 8 partite della CA, compreso due della Grecia
(se l’Italia ha problemi le povere irlandesi del nord stanno forse peggio:
alla federazione di Belfast c’e’ qualcuno che vuole perfino far chiudere
la nazionale femminile, almeno questo e’ quello che mi ha detto il simpatico
portavoce irlandese che ad un certo punto andava in giro con la barba dipinta
di verde perché il 17 marzo c’era la festa nazionale irlandese,
St. Patrick’s Day). Mi incuriosiva la Grecia non solo per vedere
Stacey giocare (purtroppo pochi minuti per lei in campo) ma per intervistare
Xanthi e sentire da lei come saranno questi prossimi 4 mesi di “fuoco”
che l’aspettano per mettere in campo una nazionale degna di presentarsi
e di fare bella figura alle sue Olimpiadi. E mi ha fatto anche piacere
vedere di nuovo il portiere titolare della Grecia, Maria Giatrakis.
Maria era venuta con l’Università’ del Connecticut in Friuli per
5 partite (tutte vinte) nel 2000. L’Università’ del Connecticut
ha avuto tra le sue file anche Sara Whalen, la campionessa del mondo del
1999. Il mister, un compatriota di Xanthi, Len Tsantiris, allena
la squadra universitaria da “solo” 20 stagioni.