I COMMENTI DEI CT EUROPEI

(DOPO GLI EUROPEI 97*)

di Mario Rimati

Riportiamo in sintesi una serie di commenti espressi dai principali CT (ed ex-CT) europei al termine dei campionati europei svoltisi in Norvegia e Svezia nel giugno1997. Essi forniscono alcuni spunti interessanti, in particolare dal punto di vista del diverso sviluppo del calcio femminile nei differenti paesi europei.


Il gioco femminile e' cambiato molto e continua a cambiare. I paesi nordici hanno dominato con il loro gioco forte fatto di palle lunghe, pero' il torneo ha confermato la mia teoria che le tedesche sono le migliori al mondo per poter sfidare le americane al titolo mondiale. (Sergio Guenza, Italia)

Credo che il Gruppo A abbia avuto alti livelli di tecnica e preparazione fisica, specialmente le svedesi. Pero' credo che gli
standard in Europa stiano arrivando agli stessi livelli, anche perche`‚ la tecnica sta migliorando e gli altri stanno cominciando a eguagliare i paesi nordici in termini di preparazione fisica. Il nostro successo era definitivamente dovuto ad una preparazione ed ad una disciplina tattica all'interno della squadra. (Ignacio Quereda, Spagna)

Il futuro del calcio femminile sembra positivo perch‚ il loro gioco, a differenza di quello degli uomini, non e' limitato solamente alle feroci lotte per il possesso del pallone. Il ritmo del loro gioco permette alla tecnica di fiorire. C'e' piu` spazio per la creativita` e le donne non sono meno creative degli uomini. Hanno piu` resistenza e la loro alta soglia di dolore permette loro di allenarsi piu` duramente e quindi di allungare le loro carriere. Lo sviluppo del gioco femminile richiede solamente piu` pazienza e tanta fatica. (Sergio Guenza)

Credo che la piu` grande sfida per la UEFA e` di rivedere i raggruppamenti.  E' terribile fare le cose in questo modo. Ora stiamo vedendo la stessa irregolarita` nelle qualificazioni dei gruppi dei Mondiali. C'e' di nuovo la Norvegia contro la Germania, con l'Inghilterra e l'Olanda nello stesso gruppo. Detto questo, non c'e' dubbio che la difficolta` che si trova nel Gruppo B della Norvegia e' stato un passo in avanti per il calcio femminile perche` le partite sono state giocate con una grande intensita` (Per-Mathias Hogmo, Norvegia)

Il livello generale sta diventando piu` uniforme, con i paesi che hanno gia` un ottimo calcio maschile, basta vedere la Francia, la Spagna e l'Italia, che stanno avvicinandosi piu` verso l'alto.  Uno dei motivi e' che le piu` potenti federazioni stanno cominciando a dare sostegni economici al calcio femminile. (Per-Mathias Hogmo)

E' stato magnifico prendere in mano la squadra e diventare immediatamente campione europeo. Prima ero l'assistente a Gero
Bisanz, quindi il nucleo della squadra c'era gia` e lui si merita molti elogi per questo. Ho avuto anche una fortissima squadra di
riserva e Silvia Neid poi divenne la mia assistente. Un altro cambiamento molto importante e' stato il fatto che la federazione
tedesca si decise di aumentare il nostro budget sei mesi prima che cominciasse il torneo. Durante lo stesso periodo, parlai con Berti Vogts e decidemmo di aumentare gli allenamenti e questo ci diede anche dei buoni risultati. (Tina Theune-Meyer, Germania)

Non era possibile avere la Norvegia, i campioni del mondo, e la Germania, i campioni europei, nello stesso gruppo. Una delle due doveva essere nel gruppo svedese, usando lo stesso sistema che si usa con gli uomini, con squadre inserite nel secondo girone. C'e' stato un altissimo livello di calcio giocato in quel gruppo, ma non avrebbe mai dovuto succedere. (Sergio Guenza)

In Norvegia e' diventato di moda allenare una squadra nel massimo girone del campionato femminile, quindi piu` allenatori stanno venendo al calcio femminile (Per-Mathias Hogmo)

Abbiamo degli enormi problemi a trovare allenatori a livello nazionale e per la Serie A nel nostro paese. In Spagna, gli allenatori non vogliono lavorare con le ragazze. E' una questione di atteggiamenti basati sulla mentalita` maschilista che e' legato ai paesi latini. La soluzione e' una lunga procedura di istruzione. (Ignacio Quereda)

Dobbiamo incoraggiare le donne ad entrare nel mondo del calcio femminile. In Italia, le ragazze cominciano a giocare a calcio e poi passano all'atletica leggera. Non aiuta il fatto che non c'e' lo sport nelle scuole italiane. Pero' in Germania e nei paesi
scandinavi, le ragazze cominciano con l'atletica leggera, per poi passare al calcio. Abbiamo bisogno di questo tipo di preparazione fisica se vogliamo competere con un gioco sempre piu` insistente. (Sergio Guenza)

* Tratto dal rapporto della UEFA sul campionato europeo femminile del 1997.



Mario Rimati ha vissuto 30 anni in Nord America dove ha cominciato ad allenare il calcio femminile nel 1985. A Roma ha allenato due squadre femminili della Serie C: la Lazio ed il Torre Maura. Da due stagioni allena i portieri della Roma Serie B femminile. Collabora inoltre per due riviste di calcio femminile negli USA. Ha lavorato ai seguenti mondiali: 1987 (Under-16), Italia 1990 e  USA 1994. E’ socio della Associazione Italiana Allenatori Calcio.