A PROPOSITO DI FAIR PLAY

Succede in tutte le partite: una giocatrice rimane a terra, e per poterla soccorrere si butta la palla in fallo laterale, oppure l'arbitro ferma il gioco di sua iniziativa. In genere alla ripresa si fa in modo che la palla torni a chi ce l'aveva prima: è una delle tante regole non scritte del gioco del calcio. E forse proprio perchè non è scritta a volte ci sono delle interpretazioni molto libere. [Gabe]

4 aprile 2006

Come riferimento l'email del navigato portiere ( ? ) dell'Angolana, Laura Esposito che, a seguito del gol subito nella partita di coppa Abruzzo ha ritenuto opportuno polemizzare pesantemente sul comportamento della ragazza,  del capitano, dei dirigenti,”della mister “ (che "purtroppo" è una donna ), insomma di tutta la squadra dell'Ortona che a suo dire non ha "rispettato una semplice regoluccia : quella del fair-play", riportando una versione dei fatti non veritiera e alquanto travisata.

Ci presentiamo, siamo giocatrici dell’Ortona: Luana Pavan -  portiere ex nazionale italiana con esperienza trentennale ad alti livelli; Valeria Litterio – difensore centrale, insegnante di ed.fisica, allenatrice nazionale di pallavolo, con lunga esperienza come tale nel settore giovanile e non; Roberta Bocchino – secondo portiere, presente al momento del primo episodio di restituzione del pallone(situazione che chiariremo più avanti esponendo i REALI avvenimenti dei fatti) giocatrice di calcio da pochi anni,ma ex pallavolista con 15 anni di esperienza ad alti livelli sulle spalle, prima di un grave incidente che l’ha costretta alla fine di una promettente carriera.

Tutta questa premessa per farvi capire che chi risponde di fair-play ne ha praticato, ed insegnato, per tanti anni, e pensa che debba essere applicato anche al di fuori di un campo da gioco, senza scagliarsi in modo esagerato sugli avversari. E’ troppo facile puntare il dito su di una ragazzina alle prime esperienze, senza tener conto del suo tormento emotivo causato da un errore non voluto (chi la conosce sa perfettamente che Robertina non è capace di cattiverie)…

I fatti: per quando riguarda il primo episodio in cui l’Angolana ha  dimostrato fair-play, il tiro che restituiva la palla all’Ortona era indirizzato in porta, come il successivo, anche se non forte, e non lateralmente (problemi di vista?), tant’è che il portiere posizionato correttamente tra i pali (come già nei primi calci viene insegnato, peccato per chi non ha avuto occasione di  partecipare, anche se non è mai troppo tardi per imparare) lo ha prontamente bloccato evitando un eventuale goal.

Nell’episodio tanto incriminato, si è presentata la medesima situazione, con la differenza che :

1)      il portiere (come lei stessa ha ammesso) non era nella corretta posizione e non ci sono scusanti per un errore del genere (a meno che non si voglia fare dei propri errori una colpa altrui)

2)      il tiro anche se involontariamente indirizzato verso la porta aveva una traiettoria alta ma lenta che un portiere alto 1,70 avrebbe bloccato tranquillamente.

3)       nessuno ha esultato (e non vediamo perché una persona matura debba dichiarare falsamente il contrario), anzi è seguito un momento di silenzioso imbarazzo in cui la squadra dell’Ortona si è trovata indecisa sul da farsi. Dopo aver preso in considerazione la possibilità di restituire il goal si è proseguito normalmente (vuoi per ingenuità). A questo punto ci teniamo a sottolineare che i tanto corretti e sportivi dirigenti e allenatore dell’Angolana hanno preso ad insultare la giocatrice costringendola a terminare in lacrime ed anticipatamente la partita (e come educatori dovrebbero sapere quali conseguenze può provocare un atteggiamento del genere, vi ricordiamo la giovane età della stessa) dimostrando tutto il loro Fair–play, perseverando nelle loro offese e bestemmie (chiunque era presente può confermare tutto ciò).

Le cose da dire sarebbero tante…ma per concludere, cara Laura,

LA PROSSIMA VOLTA, DATO CHE PROCLAMI TANTO LA TUA SPORTIVITA’ E LA TUA CORRETTEZZA O FAIR-PLAY, CHE SI DICA, PRIMA DI DIVULGARE CERTE AFFERMAZIONI PENSACI, NON FARLO IN MODO MESCHINO E SUBDOLO, ESPONI CORRETTAMENTE I FATTI ED IN MODO CHE LA CONTROPARTE POSSA PRENDERNE VISIONE ED EVENTUALMENTE CONTROBATTERE (VISTO CHE OGGI E’ STATO UN CASO LA NOSTRA VISITA AL SITO).

Per tutto il movimento calcistico femminile, non abbiate timore quando ci incontrerete ricordatevi che, anche con i nostri errori, umiltà, onestà, correttezza e sportività sono alla base della nostra educazione sportiva.

[LUANA, VALERIA, ROBERTA]

26 marzo 2006

Buonasera a tutti e a tutte!

E’ la prima volta che vi  scrivo una e ­mail, ma oggi mi è accaduto un fatto che deve essere necessariamente raccontato e soprattutto divulgato, per far capire che idea hanno determinate società del tanto declamato fair-play.

Partita di Coppa Abruzzo femminile serie C (calcio a 11): l’incontro si svolge tra l’Ortona (squadra che ha brillantemente conquistato  il campionato e che quindi l’anno prossimo dovrà disputare una categoria superiore, a livello  nazionale) e l’Angolana Girls.
E’ la seconda partita del girone: la domenica precedente si era disputata Angolana Girls ­Vasto, terminata sul risultato di 1-1.
Quindi i giochi per il passaggio alla finale sono ancora  tutti aperti.

A questo punto è necessario che mi presenti : sono Laura Esposito, portiere dell’Angolana girls: nella mia vita ho sempre praticato sport  (prima del calcio, 14 anni di basket, fino alla serie A2): l ‘anno scorso ho giocato nella  serie A2 di calcio femminile e quest’anno (dopo un operazione al ginocchio) ho preferito ricominciare dalla C, per avere un pieno recupero sia fisico, sia mentale.

Vi ho fatto questa premessa, per cercare di farvi capire che tipo sono. Credo fermamente nello sport  come scuola di vita (positiva). Credo nel  rispetto delle regole  ma soprattutto dell’avversario. Credo che si può uscire dal campo felici, anche in caso di sconfitta: basta che tu sia riuscita a dimostrare agli altri (ma soprattutto a te stessa) quanto vali. Credo che ogni società  (con questo termine intendo sia la dirigenza che lo staff tecnico) debba essere il primo attore nell’insegnare alle proprie atlete cosa significa praticare lo sport, nel pieno rispetto delle regole dei veri atleti (vedi per esempio il giuramento olimpico). Credo che De Coubertain non sia un fallito. Credo che sia veramente meschino mettere in gioco le  regole di rispetto e onestà per un misero posto nella finale di qualsiasi coppa.

Perché è questo che è successo oggi…

Siamo intorno al 30’ del secondo tempo: l’Ortona sta vincendo 1-0 :ma la partita è ancora aperta. Io, portiere dell’Angolana, mi trovo al limite della mia area in possesso di palla e sto per effettuare un lancio lungo, quando vengo fermata dall’arbitro (su di lui niente da eccepire, anzi a fine partita gli ho stretto la mano per come ha diretto) che avendo visto una ragazza dell’Ortona a terra, preferisce far intervenire i sanitari. La ragazza si rialza tranquillamente e l’arbitro si avvicina a me per effettuare la palla contesa: fa presente per ben tre volte alla ragazza dell’Ortona che il pallone era in mio possesso (per rispettare una semplice regoluccia: quella del fair- play). Io mando via una mia compagna dicendogli che la palla la prendo io. L’arbitro fa rimbalzare il pallone davanti alla ragazza dell’Ortona che, nonostante il mio 1,70 di altezza, non mi vede (ero solo a 2 metri da lei, non pensavo di essere così magra) e fa un bel tiro a scalvacare, segnando uno dei gol più meschini e biechi della storia del calcio femminile italiano.

Non solo...
La ragazza sorride tutta felice, si gira verso la sua panchina che all’unisono l’applaude.

Non solo...
Davanti alle nostre vibrate proteste alcune ragazze dell’Ortona (tra  cui il capitano…) chiede alla propria panchina ( bella zeppa  di dirigenti ) se non sia più giusto farci segnare, per rimediare “all’ errore“ della  ragazza che, poverina, non mi aveva visto (ripeto, ero 2 metri da lei e sono alta ben 1,70). La mister (mi dispiace dirlo ma purtroppo è una donna) e i dirigenti accompagnatori cosa pensate che abbiano fatto? Hanno per caso preso l’esempio del giocatore tal Signor Bonanni (seconda categoria maschile mi sembra, la S maiuscola è voluta perché è stato veramente un signore) che in situazione simile, resosi conto che aveva segnato con un uomo a terra, quindi non in maniera leale, ha ben pensato di andare a segnare nella propria rete?

No.
Hanno detto  alle proprie ragazze di continuare a giocare come se nulla fosse accaduto.

Quando ho fatto presente alla 11 dell‘Ortona ( la ragazza per cui l’arbitro aveva interrotto il gioco) che la sua compagna era stata scorretta, lei prima ha sostenuto che non mi aveva visto (deduco che ha grossi problemi di miopia ) e che era tanto dispiaciuta che si era messa a piangere.

Quando poi sempre alla 11, ho proposto di farci segnare, per ovviare “all’errore veniale”, mi sono dovuta sentir dire che questa non poteva essere possibile, perché nella coppa Abruzzo conta la differenza reti e data l’estrema importanza della competizione, questo non era possibile.

VI RENDETE CONTO?

Qualcuno (forse qualche tifoso dell’Ortona) mi potrebbe dire: ma perché tu   non eri in porta?
Semplicemente perché:
1)      mi trovavo nell’esatto punto dove avevo il possesso di palla.
2)      anche se fossi stata in porta “il passaggio “ che la ragazza  ha fatto era in realtà un tiro, fatto totalmente libera da marcature e con una visuale ottimale.
3)      quando mai si è visto che, per ridare un pallone, lo si “passa “ verso la porta?

Anche noi, durante la partita , abbiamo restituito il pallone all’Ortona, ma sempre ai lati , come normalmente si fa.
Quello che poi mi preme sottolineare non è tanto il gol, ma il comportamento vergognoso tenuto dai dirigenti e dalle ragazze dell’Ortona: il tiro della ragazza era stato veramente un errore?

Bastava, ripeto, farci segnare o fare come il Signor Bonanni: l’Ortona avrebbe probabilmente portato a casa il risultato, ma meritandolo: così la società e le ragazze hanno fatto solo una gran brutta figura. L’unica cosa che ha saputo fare la mister a fine partita è stata di mandare velocemente le sue ragazze nello spogliatoio per non sentire i “ vergogna” che gli gridavano (perché nonostante tutto noi non ci siamo permesse di offenderle minimamente). Non ha avuto neanche la decenza di chiedere scusa.

So che a termine di regolamento tutto quello che è accaduto è stato regolare : con questa e-mail voglio solo  far sapere a più persone possibili che genere di società e di dirigenti popolano il mondo dello sport che tanto amiamo e tanto ci fa appassionare.

In questi momenti  penso che i veri stupidi siamo noi , noi veri sportivi che pensiamo che vincere è bello , ma che non è fondamentale e che una vittoria ottenuta in questa maniera così meschina , in verità è una grande sconfitta...

Spedirò questa e-mail anche alla Federazione nazionale: sono sicura che non servirà a niente, ma spero sempre che venga letta da qualche dirigente più “sportivo“ di quelli dell’Ortona  che magari faccia sentire la sua voce... che almeno ci diano una sorta di vittoria morale.

Alle squadre che l’anno prossimo incontreranno l’Ortona posso dare solo un consiglio: attenzione  alle palle contese, purtroppo ci sono gravi problemi di vista in quella squadra!

[Laura Esposito]