«Gli ultimi episodi - aggiunge Sandra Curti, capitano dell'Alpes Cesio - evidenziano ancora una volta la nostra presunta inferiorità».
«Poco rispetto per le donne che giocano a calcio»
La denuncia di Stefano Lallo, allenatore dell'Alpes Cesio: «Gli
arbitri hanno atteggiamenti di superiorità con le ragazze»
«Gli arbitri dovrebbero rispettare di più le calciatrici
quando sono chiamati a dirigere incontri femminili». Il richiamo
arriva dal tecnico dell'Alpes Cesio Stefano Lallo , stanco di incontrare
direttori di gara che prendono, secondo lui, un po' troppo alla leggera
le partite. A far traboccare il vaso è stata l'espulsione e la squalifica
per una giornata, presa nell'incontro contro la Dynamo Vellai e scontata
domenica contro il Cadore.
«Sulla giornata di squalifica non discuto - spiega Lallo - l'arbitro
si era messo a gridare in faccia a una mia giocatrice, che aveva fatto
un fallo. Sbraitava a pochi centimetri dal suo naso. Io non ho fatto altro
che dirgli di avere maggiore rispetto, ammonire la ragazza per il fallo
se era da ammonire e basta. In una partita maschile non si sarebbe certamente
comportato così, perché avrebbe rischiato di prenderle. Non
è un caso isolato, spesso gli arbitri hanno un atteggiamento di
superiorità, di leggerezza quando vengono a dirigere incontri di
calcio femminile. Sono atteggiamenti di scarso rispetto che sinceramente
mi danno fastidio».
Al termine della partita con la Dynamo l'arbitro ha inflitto due giornate di squalifica anche al portiere Giozzet. «Aveva chiesto lumi su una ammonizione con molta tranquillità - ha spiegato Lallo - abbiamo presentato ricorso ma è stato respinto».
E Lallo non è l'unico ad aver notato questo tipo di comportamento, queste differenze di trattamento tra i calciatori e le calciatrici. Le impressioni e i fastidi del tecnico dell'Alpes Cesio vengono confermati dal collega della Dynamo Vellai, Antonio Cortellazzi. «Non entro in merito sull'episodio specifico - commenta - ma succede di incontrare direttori di gara che prendono il calcio femminile sottogamba. Arbitri che non fischiano i falli, perché essendo ragazze secondo loro non sanno giocare a calcio e quindi sono ovviamente fallose. I bellunesi comunque sono ancora i più seri ed equilibrati, dalle altre parti incontriamo persone che non nascondono di arbitrare controvoglia le ragazze».
Emanuela Bolzan
Questa volta però la denuncia di un arbitraggio non troppo rispettoso arriva dai campi di calcio solcati dalla compagine femminile dell'Alpes Cesio Pez, che partecipa al campionato di serie D femminile. Nelle ultime due domeniche la squadra cesiolina sarebbe stata vittima, a detta delle stesse giocatrici e dell'allenatore Stefano Lallo , di arbitraggi non certo all'altezza di un campionato femminile. L'allenatore espulso nel campo di Vellai e poi squalificato per due settimane, per aver soltanto difeso una delle sue giocatrici da un violento richiamo dell'arbitro, e un portiere prima ammonito, e poi squalificato per una settimana, con la motivazione di essersi avvicinato all'arbitro a fine partita, con fare minaccioso.
Motivazioni che al capitano della squadra, Sandra Curti, sono sembrate soltanto dei pretesti: «Non stiamo recriminando per il risultato finale della partita - specifica la ragazza, in campo dal 1995 - bensì per l'atteggiamento che spesso riscontriamo da parte degli arbitri nei nostri confronti. Gli ultimi episodi evidenziano ancora una volta la nostra presunta inferiorità. In un campionato maschile non vedremo mai un arbitro rivolgersi con tanta cattiveria a un giocatore». L'episodio a cui si riferisce il capitano dell'Alpes Cesio è accaduto due domeniche fa, ai danni di Gessica Vettoretti, 15 anni, tra le partecipanti all'ultimo Trofeo delle Regioni, colpevole di aver provocato un fallo. Secondo la testimonianza di alcune giocatrici dell'Alpes, l'arbitro si sarebbe rivolto alla ragazza con eccessiva cattiveria, espellendo poi l'allenatore Lallo , che dalla panchina aveva richiesto soltanto più moderazione nei toni del direttore di gioco.
«Da una parte troppa arroganza - dice Sibilla Corsini, attaccante dell'Alpes - dall'altra troppa indifferenza. Basti pensare all'arbitro di domenica scorsa, nella partita contro il Cadore, che ha lasciato correre un po' troppo di fronte a interventi piuttosto duri, rovinando alla fine l'andamento della partita». «Altre volte in passato - continua Sandra Curti - mi è capitato di assistere ad arbitri arroganti nei nostri confronti, forse perché sanno che non possiamo difenderci».
Andrea Dassie
Eleonora Riva (ex arbitro di calcio)