Alla cortese attenzione del sito calciodonne.net,
In merito all’intervista fatta al Presidente dell’Acf Bergamo Ravasio
in data 29 luglio scorso (L’Eco di Bergamo, autore Andrea Colombo), apparsa
anche su questo sito, ci tengo a specificare alcune contraddizioni che
a mio avviso vanno chiarite.
1) le ragazze sono 9 mesi che non percepiscono lo stipendio, nonostante le giornaliere promesse di regolarizzare la loro posizione e, se la colpa del ritardato pagamento è da attribuire agli sponsor, il sig. Presidente deve chiarire il "perchè non pagano" e fare anche i nomi degli sponsor in quanto le atlete hanno reso a loro un servizio.2) Il sig. Presidente afferma che il problema non è trovare soldi. Il vero problema dello sfascio dell'A.C.F Bergamo è la mancanza proprio di soldi. E' troppo semplice affermare, adesso, che per avere giocatrici forti bisogna pagarle. E' buona regola che prima di intraprendere qualsiasi iniziativa è opportuno stabilire con esattezza la disponibilità finanziaria su cui impostare il proprio programma e se queste basi vengono a meno, oppure non ci sono affatto, non ci si può permettere di coinvolgere atlete e collaboratori che con la loro professionalità fanno raggiungere alla società obiettivi unicamente per il proprio scopo personale. La società, che poi è sempre stata rappresentata dalla figura del Presidente Ravasio (al di là del Consiglio di Amministrazione che ha un'importanza relativa perché alla fine le decisioni principali spettavano solo e esclusivamente al Presidente) al momento di fare il contratto economico con le atlete non era in grado di stabilire se le giocatrici contattate rientravano nel budget di spesa? Dopo nove mesi non è ancora in grado di stabilire i pagamenti? Non dimentichiamo che, oltre alle ragazze, ci sono anche i tecnici e fornitori. Nell'articolo si afferma inoltre che gli sponsor hanno assicurato che rimarranno, ma se gli sponsor sono questi è meglio che li lasci dove sono.
3) La verità è che alcune ragazze hanno inviato la raccomandata di messa in mora della società alla Commissione Vertenze Economiche della Lega (5 lo hanno già fatto, altre dovrebbero farlo a giorni), per tutto ciò il Presidente si è trovato nella impossibilità di iscrivere la squadra alla massima categoria..
4) Non è stata chiarita la mancata partecipazione alla Italy Womens cup (partecipazione a costo zero) dove le ragazze erano tutte disponibili (al contrario di quanto affermato dalla società agli organi di stampa, che giustificava la rinuncia al torneo per le numerose assenze di varie calciatrici impegnate per presunti motivi di studio e di lavoro). Questo è stato un grave colpo (calcisticamente parlando) per le ragazze che avevano sognato e raggiunto l'obiettivo con la loro capacità e professionalità. Una vicenda che ritengo abbia dato il definitivo colpo di grazia a questa lunga e assurda agonia.
5) E' stato fatto un ultimo tentativo dal sottoscritto proponendo al Presidente l’idea di coinvolgere tutte le ragazze, creditrici nei confronti della Società A.C.F. Bergamo, per la conduzione futura del club al campionato di Serie A 2004-2005 trovando uno sponsor che le avrebbe aiutate nella gestione economica senza pretendere più niente e congelando i crediti purchè Ravasio lasciasse la società. La risposta datami è stata negativa, affermando che avrebbe iscritto comunque la squadra in A. Promessa che poi non è stata mantenuta.Preso atto della decisione della società di non iscriversi al campionato di Serie A, optando per un declassamento in Serie D, è mio dovere, a nome di tutte le ragazze, chiarire la verità che si è creata attorno ai gravi disagi accaduti all’Acf Bergamo e che purtroppo ha coinvolto altre società di calcio femminile. Altro che passione, non è questo l'esempio per le ragazzine più giovani e per chiunque pratichi sport, anche per divertirsi.
Per il resto, vista la mia breve, ma intensa esperienza nel calcio femminile voglio ringraziare le tutte le stupende ragazze che con grande spirito di sacrificio, hanno dimostrato sul campo (raggiungendo risultati insperati vista la difficile situazione ambientale) di meritare stima, profonda ammirazione e rispetto.
Mario Luzzana
Ex addetto stampa dell’Acf Bergamo,
ora direttore sportivo del Curno calcio maschile
da L'ECO DI BERGAMO di giovedì 29 luglio 2004