CAROLINA PROFESSORESSA
di Cristina Pieropan
Vicenza, 25 ottobre 2002
Venerdì di “scuola” per Carolina Morace tecnico e selezionatore
della Nazionale Italiana , ospite e relatore di una serata dedicata a “La
conduzione tecnica tattica della Nazionale Femminile di calcio”. L’attuale
tecnico e selezionatore della Nazionale Italiana di Calcio Femminile ha
tenuto la sua serata di aggiornamento presso la Sala Convegni della Camera
di Commercio di Vicenza tra un numeroso pubblico di tecnici vicentini e
non e giovani calciatrici delle squadre locali tra cui il Vicenza Calcio
Femminile (attualmente impegnato nella serie B e Under 20 Nazionale), il
Team 2000 Vicenza (calcio a 5) e del settore primi calci di Lonigo.
La serata, organizzata dall'Associazione Italiana Allenatori Calcio
in collaborazione con l'Assessorato ai Servizi Sportivi di Vicenza, ha
offerto numerosi spunti di discussione e confronto sulle varie tecniche
soprattutto di allenamento che la Nazionale in rosa attualmente adotta.
Dopo i
primi auguri di una fruttuosa serata di apprendimento fatti dell’Assessore
alle Pari opportunità Bressan, dall’Assessore dello Sport Dalla
Negra, dal Presidente Provinciale Allenatori Genovese e dal Segretario
Regionale dell’AIA Silvello, spazio quindi alla Morace che esordisce spiegando
quali problemi ha dovuto affrontare quando due anni fa le è stato
dato il compito di tecnico della Nazionale Italiana Femminile. In primo
luogo spiega come in campo internazionale si gioca unicamente a zona ed
era palese che la nostra nazionale, abituata fino a quel momento a giocare
ad uomo, dovesse cambiare qualcosa. Per prima cosa specifica che quando
lei era giocatrice (ricordiamo che è stata donna simbolo della Nazionale
Italiana di calcio fino a pochi anni fa) il gioco ad uomo non le è
mai piaciuto più di tanto; lei preferisce il gioco a zona: più
divertente da usare e più aggregante per le giocatrici al fine di
arrivare ad un’unità di gruppo importante e su questo Carolina riporta
degli esempi pratici sul campo per muoversi in armonia su tutti i settori
di gioco.
Il sistema
che attualmente adopera la Nazionale da lei allenata è il 4-4-2,
modulo comunque modificabile in base alla forma fisica che hanno le atlete
a sua disposizione e di questo Carolina riporta alcuni esempi delle ultime
gare che la Nazionale ha disputato negli Stati Uniti. Poi la Morace prende
posto alla lavagna e tra schizzi ed esempi spiega come lei gestisce gli
allenamenti durante i ritiri della propria squadra. Intanto puntualizza
come lei in verità non è lasciata da sola ad allenare: attorno
a se ha un allenatore in seconda ed un preparatore dei portieri che l’aiutano
a fare una preparazione specifica dei vari reparti, inoltre ha a disposizione
un preparatore atletico ed un psicologo dello sport (quest’ultimo da lei
giudicato importantissimo per il calcio attuale). Nelle sedute di allenamento
della Nazionale ovviamente non si fanno molti esercizi di base, ma intense
simulazioni di gioco dove vengono perfezionate sia le basi, ma soprattutto
la concentrazione, la coordinazione e la prontezza delle giocatrici.
Sulla concentrazione e l’equilibrio Carolina apre una parentesi particolare
sui vari esercizi che lei fa con le proprie atlete, spiegando soprattutto
quanto la concentrazione durante una partita sia importante ed agevoli
le ragazze nel proprio ruolo. Interessante anche la puntualizzazione che
Carolina dà sul tallone d’Achille che le nostre giocatrici hanno
in campo internazionale, cioè il piano fisico e su questo la Morace
accentua l’importanza che le nostre giocatrici di calcio devono soprattutto
diventare anche delle atlete.
A fine
relazione il tecnico della Nazionale ha risposto anche e volentieri ad
alcuni quesiti che il pubblico le ha posto, ma ovviamente ora non possiamo
riportare tutti gli interessantissimi esempi tecnici corredati di schizzi
alla lavagna che Carolina Morace ha fornito, ma possiamo dire che la serata
è stata soprattutto un fruttuoso confronto sull’allenamento che
la Nazionale Femminile affronta quando si ritrova assieme. Quindi ora non
resta che vedere la Nazionale di calcio Femminile all’opera…
Da Il Giornale di Vicenza Martedì 29 Ottobre 2002
ALLENATORI. Incontro-dibattito. «Niente offside, non mi fido degli
arbitri»
Quanto punge la ct Morace «Gaucci non capisce niente»
(f. g.) Lezione di 4-4-2: in cattedra, Carolina Morace. Non è stata
certo una serata di svago per gli allenatori vicentini quella organizzata
alla Camera di Commercio in collaborazione fra Aiac e assessorato allo
sport del comune di Vicenza: in quasi due ore di relazione Carolina Morace,
da due anni selezionatrice della Nazionale di calcio femminile, ha spiegato
ai colleghi il modulo tattico con cui fa giocare la propria squadra, analizzando
caso per caso con schemi alla lavagna le varie situazioni di gioco, sia
in fase difensiva che in fase di possesso palla. «Se si gioca a livello
agonistico - spiega la Morace - allora bisogna lasciar perdere l'idea di
svago e divertimento: servono concentrazione e spirito di sacrificio. Proprio
per preparare al meglio le atlete dal punto di vista mentale io in
Nazionale mi avvalgo anche della collaborazione di uno psicologo dello
sport», spiega.
L'impressione
fornita dall'allenatore delle azzurre è stata quella di una donna
forte e determinata, assolutamente convinta nel sostenere la validità
del 4-4-2 rispetto agli altri moduli: «Appena nominata tecnico della
Nazionale mi sono impegnata a trasmettere questa filosofia di gioco, sradicando
la tradizione della rigida marcatura a uomo che da sempre aveva caratterizzato
il calcio femminile italiano, causandone per molti versi il ritardo a livello
internazionale. Dal punto di vista fisico infatti le squadre avversarie
generalmente ci sono superiori: se non cerchiamo di organizzarci con un
gioco corale basato sulla rapidità è inevitabile uscirne
sempre con le ossa rotte». Non sono mancati momenti di discussione
fra la Morace e gli altri tecnici, come lo scambio di opinioni con Beppe
Lelj sulle difficoltà maggiori incontrate dagli attaccanti nel gioco
a uomo piuttosto che in quello a zona; la ct si è comunque
dimostrata molto ferma nelle proprie convinzioni, senza risparmiare osservazioni
anche pungenti sugli arbitri («Di loro non mi fido, per questo preferisco
non attuare il fuorigioco»), sulle giocatrici («Non si può
farle riscaldare correndo per il campo, altrimenti si mettono a pensare
al fidanzato, ai figli, e alla casa da riordinare»), e naturalmente
su Luciano Gaucci, il vulcanico presidente di Perugia e Viterbese che la
esonerò dopo appena cinque gare ufficiali: «È un uomo
che di calcio non capisce nulla, ma pretende di entrare negli spogliatoi
a metà gara per dare disposizioni sui cambi: un allenatore che abbia
un minimo di dignità questo non lo deve accettare, mi stupisco di
come possano farlo alcuni colleghi».
Per tutti i presenti, comunque, una serata sicuramente stimolante;
anche per le ragazze del Vicenza femminile e del Vicenza Team 2000, attentissime
nelle prime file: il sogno per tutte loro è quello di arrivare un
giorno a ritrovare Carolina Morace per una convocazione in Nazionale.
Carolina Morace posa con il settore giovanile ed alcune atlete dell'Under
20 del Vicenza Calcio Femminile