Dalla Nuova Sardegna del 9 luglio

CASO ORISTANO: IL PENSIERO DI UN GENITORE

ORISTANO. Prosegue la polemica che pone di fronte il presidente dell'Atletico Oristano, Luciano Spanu, ed alcune calciatrici decise a far valere una clausola di rescissione del vincolo che la società non è disposta a riconoscere, almeno in tempi ragionevoli. Dopo le querele e controquerele, ecco la lettera del genitore di Serena Sias, con cui si vogliono puntualizzare alcuni aspetti dell'incresciosa vicenda.

 "Sono il padre di Serena, una delle giocatrici dell’Atletico Oristano coinvolte nei fatti dei giorni scorsi. E' importante ricordare che mia figlia fu trasferita tre anni fa dalla Torres alla società che allora si chiamava Cicos Cabras a costo zero, il primo anno sotto forma di prestito e poi di passaggio definitivo. I termini dell'accordo fra i genitori dell'atleta allora minorenne e il già allora presidente Luciano Spanu e alcuni dirigenti prevedevano che in qualsiasi momento lo svincolo sarebbe stato concesso, senza indugi. La ragazza arrivava gratis, e senza pretese da parte della società doveva essere libera di andare via.
Nessuno mette in dubbio l'operato del presidente Spanu che con grandi sacrifici ha portato la squadra in A, ma capita a tutti di sbagliare. E dall'inizio dell'anno dai giornali si apprende di fatti poco ortodossi che fanno trasparire un netto malumore nello spogliatoio della squadra. Ma mai si immaginava che la situazione precipitasse a simili livelli. Si sottoscrivono contratti privati che puntualmente sono disattesi (ad esempio, quelli con Fusciani e Giogli). Si stringono mani per l'accordo raggiunto, e non si rispetta la parola data. La situazione complessiva ha portato una decina di atlete a chiedere, verbalmente, lo svincolo a seguito dei malumori creati da Spanu.
Dove vuole arrivare il presidente trattenendo le atlete, dichiarando di non farle giocare più nella sua squadra ma di non svincolarle, o farlo eventualmente a seguito del rinnovo delle cariche solo dopo il 15 luglio, arrogandosi il diritto di ricevere dall'eventuale nuova società il premio di preparazione o di poter vietare il trasferimento presso società non di suo gradimento? Forse non gli sono stati sufficienti i contributi (diverse centinaia di milioni) della Regione Sardegna per l'anno calcistico 2000-2001, nonostante l'immagine degradante che la società veicola all'esterno? Vuole sfruttare oltre queste ragazze che hanno reso famosa Oristano in tutto il continente e che riempivano lo stadio con oltre 1000 persone? Vuole forse penalizzare le ragazze per fare un dispetto all'ex allenatore ("Voi non andrete a giocare con Mario Silvetti!" ha detto)?
Per giustificarsi Spanu dichiara di essersi dimesso dalla carica e quindi di non aver competenza ad emettere qualsiasi atto per conto della società, ma si sa che il presidente rimane in carica sino alla nomina del nuovo ed in caso di assenza le sue funzioni sono svolte dal vice o suo delegato. Si dichiara però competente nel decidere di non svincolare le atlete, si sente autorizzato a minacciare, offendere, sfidare a singolar tenzone me che non facevo altro che far valere i diritti di mia figlia, minorenne al momento della stipula del contratto.
Può la Divisione Calcio femminile non controllare se la gestione societaria, sia nel tesseramento, sia nei versamenti contributivi, sia nel bilancio, sia stata fatta nel rispetto delle leggi nazionali e dei regolamenti Figc, visto la persistenza di forti dubbi? Mai nella mia vita ho querelato qualcuno e mai sono stato querelato. Ho sempre risolto in maniera civile situazioni ben più gravi. Ma la situazione mi impone di non soprassedere. Mi riservo di difendere anche per vie legali i diritti di mia figlia, la sua e la mia integrità a tutti i livelli. Sono offeso e dispiaciuto per quanto accaduto, ma irremovibile nelle posizioni."
 Gianmario Sias.



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