"Sono il padre di Serena, una delle giocatrici dell’Atletico Oristano
coinvolte nei fatti dei giorni scorsi. E' importante ricordare che mia
figlia fu trasferita tre anni fa dalla Torres alla società che allora
si chiamava Cicos Cabras a costo zero, il primo anno sotto forma di prestito
e poi di passaggio definitivo. I termini dell'accordo fra i genitori dell'atleta
allora minorenne e il già allora presidente Luciano Spanu e alcuni
dirigenti prevedevano che in qualsiasi momento lo svincolo sarebbe stato
concesso, senza indugi. La ragazza arrivava gratis, e senza pretese da
parte della società doveva essere libera di andare via.
Nessuno mette in dubbio l'operato del presidente Spanu che con grandi
sacrifici ha portato la squadra in A, ma capita a tutti di sbagliare. E
dall'inizio dell'anno dai giornali si apprende di fatti poco ortodossi
che fanno trasparire un netto malumore nello spogliatoio della squadra.
Ma mai si immaginava che la situazione precipitasse a simili livelli. Si
sottoscrivono contratti privati che puntualmente sono disattesi (ad esempio,
quelli con Fusciani e Giogli). Si stringono mani per l'accordo raggiunto,
e non si rispetta la parola data. La situazione complessiva ha portato
una decina di atlete a chiedere, verbalmente, lo svincolo a seguito dei
malumori creati da Spanu.
Dove vuole arrivare il presidente trattenendo le atlete, dichiarando
di non farle giocare più nella sua squadra ma di non svincolarle,
o farlo eventualmente a seguito del rinnovo delle cariche solo dopo il
15 luglio, arrogandosi il diritto di ricevere dall'eventuale nuova società
il premio di preparazione o di poter vietare il trasferimento presso società
non di suo gradimento? Forse non gli sono stati sufficienti i contributi
(diverse centinaia di milioni) della Regione Sardegna per l'anno calcistico
2000-2001, nonostante l'immagine degradante che la società veicola
all'esterno? Vuole sfruttare oltre queste ragazze che hanno reso famosa
Oristano in tutto il continente e che riempivano lo stadio con oltre 1000
persone? Vuole forse penalizzare le ragazze per fare un dispetto all'ex
allenatore ("Voi non andrete a giocare con Mario Silvetti!" ha detto)?
Per giustificarsi Spanu dichiara di essersi dimesso dalla carica e
quindi di non aver competenza ad emettere qualsiasi atto per conto della
società, ma si sa che il presidente rimane in carica sino alla nomina
del nuovo ed in caso di assenza le sue funzioni sono svolte dal vice o
suo delegato. Si dichiara però competente nel decidere di non svincolare
le atlete, si sente autorizzato a minacciare, offendere, sfidare a singolar
tenzone me che non facevo altro che far valere i diritti di mia figlia,
minorenne al momento della stipula del contratto.
Può la Divisione Calcio femminile non controllare se la gestione
societaria, sia nel tesseramento, sia nei versamenti contributivi, sia
nel bilancio, sia stata fatta nel rispetto delle leggi nazionali e dei
regolamenti Figc, visto la persistenza di forti dubbi? Mai nella mia vita
ho querelato qualcuno e mai sono stato querelato. Ho sempre risolto in
maniera civile situazioni ben più gravi. Ma la situazione mi impone
di non soprassedere. Mi riservo di difendere anche per vie legali i diritti
di mia figlia, la sua e la mia integrità a tutti i livelli. Sono
offeso e dispiaciuto per quanto accaduto, ma irremovibile nelle posizioni."
Gianmario Sias.