MAZZINI DA’ LA CARICA AI “SUOI” REFERENTI

Firenze, 21 gennaio 2001
A Coverciano si tiene un’assemblea dei referenti al calcio femminile nel Settore Giovanile e Scolastico della FIGC. Si tratta di un appuntamento importante, perché mai come adesso c’è stata tanta voglia di calcio femminile all’interno di questa parte (o di altre parti) della Federazione.
La figura del “referente” è piuttosto recente, nata nel 2000 dopo una serie di incontri fra Levati e Mazzini, con l’intenzione di trovare i modi (ma soprattutto i mezzi) per coordinare in qualche modo l’attività femminile federale.
Se da una parte il calcio femminile nella FIGC è frammentato in vari uffici e competenze, dall’altra i leader dell’assemblea danno la netta impressione di un gruppo compatto. Innocenzo Mazzini, presidente del Settore Giovanile e Scolastico (SGS) sottolinea volutamente l’amicizia con Natalina Levati, seduta accanto a lui; Barbara Benedetti, ovvero “il” calcio femminile nel SGS, mostra grinta e determinazione nel combattere ogni timido accenno a pregiudizi; Luciana Saturni, col compito di coordinare le attività dei Comitati con quelle del SGS annota date e cifre con particolare pignoleria.
Non si tratta della solita assemblea con tante chiacchere e poche idee: Innocenzo Mazzini sembra più un allenatore che un presidente e gli astanti sono i giocatori della sua squadra.
Il coach Mazzini avvisa i suoi referenti: si troveranno di fronte tantissimi ostacoli, perché il calcio italiano è ancora molto maschilista, saranno presi in giro dai colleghi della federazione, non troveranno considerazione, verranno presi per matti: ma tutto ciò non dovrà essere una scusa per non fare niente, chi non se la sente si dimetta subito !
Poi la parola d’ordine che sarà il tormentone della giornata: “scuola”. Ora con l’autonomia scolastica esistono molte più opportunità per le attività sportive. Bisogna andare nelle scuole, parlare con i presidi, con i professori di educazione fisica…
Si dovrà giocare a 5 o anche a 6 o a 7, l’importante sarò non far passare alle bambine delle sere invernali su campi all’aperto, al freddo, col vento, sotto la pioggia…
Basta col cercare le squadre degli enti di promozione per poi convincerle ad iscriversi nel campionato federale, dobbiamo partire dalla base, dalle bambine. Dobbiamo costruire un sistema che non abbia più bisogno di tante, troppe deroghe.
Mazzini ci crede nel calcio delle donne, o meglio delle bambine, e con lui tutto il SGS: ci saranno capitoli di spesa specifici per l’attività femminile (novità assoluta), ci saranno iniziative speciali, ci sarà insomma uno sforzo e un impegno, mai visti prima nella FIGC, rivolti a reclutare e a far giocare a pallone le bambine.
Sarà fondamentale la collaborazione: i referenti dovranno collaborare strettamente con i responsabili dell’attività scolastica e dell’attività di base. Non dovranno esserci conflitti di competenze.
Squadre miste o no ? Il presidente del SGS porge una domanda senza dare una risposta, a lui piacciono miste ma fra le due scuole di pensiero ancora non c’è una parte che prevale sull’altra. I referenti dovranno dargli la loro risposta.
Si pensa ai modelli nord europei dove la “promiscuità sportiva” è consolidata da anni, la Norvegia dell’oro olimpico, la Germania campione d’Europa.
Mazzini non è può fermarsi per troppo tempo, lo attende un’altra assemblea a mezzogiorno e così lascia i suoi referenti a giocarsi la loro partita, ma sottolineando in modo risoluto che si farà relazionare su quanto verrà detto.
Si parla a turno regione per regione, si parte con l’Abruzzo e si va avanti in rigoroso ordine alfabetico.
Qualcuno si dichiara contrario alle squadre miste, gli scappa un “ovviamente le ragazze sono meno preparate”, Barbara Benedetti lo bacchetta subito: “non ci piace quell’ovviamente”.
Si ritorna a parlare dei pregiudizi, dei genitori. A proposito di pregiudizi, si crea anche un piccolo paradosso culturale: il rappresentante della Sicilia si dichiara a favore dell’attività mista e parla di grande favore verso le ragazze calciatrici nella propria regione, la delegata di Bolzano invece denuncia un atteggiamento ostile degli allenatori nei confronti delle ragazze.
In generale emergono realtà diversissime: regioni come la Lombardia che fanno campionati veri con tantissime squadre e regioni che giocano a 7 o a 8 con un pugno di squadre. Gioca a 7 anche il Veneto, destando la curiosità di Natalina Levati: “come mai in Veneto si gioca a 7, con tutte quelle società ?”. Una scelta, dettata da una serie di fattori logistici: impianti, posizione geografica.
Ma più che altro si parla della scuola: qualcuno può raccontare la propria esperienza, altri osservano quanto sia difficile coinvolgere i professori, occorrono corsi di formazione, propaganda, opuscoli.
I referenti sembrano aver interpretato correttamente lo spirito del discorso di Mazzini e sfornano idee e opinioni, non mancano anche contrapposizioni aperte o frecciatine sottovoce, comunque sia, tutti segnali di una vitalità promettente.
Si pensa anche a coinvolgere le società ma soltanto facendo un’accurata selezione. La scuola è l’obiettivo e il traguardo principale.
 

TUTTI I REFERENTI SGS – CALCIO FEMMINILE

Abruzzo Emidio Sabatini 0862 26370
Basilicata nessuno 
Calabria Anna Russo 0971 594169
Campania Anna Esposito 081 7642223
Emilia Romagna Katia Serra 051 321330
Friuli Venezia Giulia Franco Facchin 040 766993
Lazio Teresa Cartolari 06 41217043
Liguria Primo Salsi 010 5705600
Lombardia Angelo Griffini 02 21722310
Marche Guglielmo Muzzi 071 28560201
Molise Carmela Mastromonaco 0874 96969
Piemonte Val D’Aosta Anna Maria Pioletti 011 5622346
Puglia Antonio Quarto 080 5237881
Sardegna Alessandro Piras 070 494601
Sicilia Roberto Russo 091 6805309
Toscana Silvia Corsi 055 6521320
Trentino Bolzano Petra Sanin 0471 261753
Trentino Trento Damiano Manica 0461 984050
Umbria Antonio Rubeca 075 5002725
Veneto Giancarlo Sartori 041 929257

SARDEGNA: PARLA ALESSANDRO PIRAS

- Vivo con grande entusiasmo questa mia nuova esperienza come referente del calcio femminile. In Sardegna ci sono molte ragazze che vogliono giocare ma mancano delle figure di riferimento. C’è tanta buona volontà anche se non possiamo competere con altre regioni anche solo per il numero di abitanti.
- Che impressione le ha fatto il discorso di Mazzini? non sembrava più un allenatore che un presidente ?
- Mazzini ci tiene moltissimo, il suo è un progetto vincente e lo ha già dimostrato. E’ vero che ha questa capacità di caricarci, di stimolarci, infiammarci con la sua dialettica.
- Da decenni aspettiamo questo boom del calcio femminile che però non arriva mai. Ma nei prossimi quattro anni potrebbe davvero succedere qualcosa…
- Sì, potrebbe essere la volta buona perché ci sono dei progetti buoni, se non altro ci sono le idee molto più chiare rispetto al passato. I prossimi anni saranno effettivamente decisivi anche se io non starei tanto a guardare quello che succede in altri paesi come la Norvegia o la Germania, che sono pur sempre culture diverse.

ABRUZZO: PARLA EMIDIO SABATINI

- Quello che è emerso da questa riunione è importante: tutti, attraverso l’esperienza abbiamo capito che è la scuola il momento centrale di questo processo di crescita. E’ presso la scuola che dobbiamo intervenire per creare delle realtà stabili di calcio femminile. La Federazione dovrà mettere a disposizione degli insegnanti degli strumenti reali, effettivi per operare: l’offerta del calcio deve essere convincente per le ragazze.
- Quali dovrebbero essere questi strumenti reali ed effettivi?
- Per esempio la fornitura di materiale o anche un sostegno per eventuali trasferte, o anche semplicemente aggiornando gli insegnanti sulla realtà del calcio femminile. Il fatto stesso che sia stato istituito un capitolo di spesa specifico per il femminile è fondamentale: prima si stornavano fondi da varie voci e il calcio femminile non esisteva nel bilancio. Quando torneremo nei nostri comitati potremo e dovremo verificare le disponibilità  economiche ma soprattutto in termini di impegno e di buona volontà da parte di tutte le componenti.