Ai Presidenti delle Società in indirizzo
A.C.F. MILAN
C.F. ALTO VERBANO
A.C.F. ATHENA SOMMA
U.S. BRIANTEA
F.C.F. COMO 2000
S.S. FIAMMAMONZA
A.S. FOOTBALL MILAN
A.C.F. LE AZZURRE
A.C.F. OROBICA CALCIO FEMMINILE
U.S. TRIESTINA 1946
A.C.F. TURBIGO
e p.c.
Pietro Calabrese direttore del quotidiano La Gazzetta dello Sport
Giancarlo Padovan direttore del quotidiano Tuttosport
redazione di Calciodonne.net
Egregi Signori,
ho ricevuto il 4 luglio (il giorno prima della originaria scadenza
per l'iscrizione ai tornei del Settore Giovanile) la comunicazione del
Presidente CRL SGS in cui in sostanza si comunica la soppressione del torneo
Giovanissime a 11 giocatrici. Questa lettera induce ad alcune considerazioni,
di ordine generale e contingente:
- le Società programmano necessariamente la loro attività in tempi ben diversi: a Luglio gli impegni sono gìà presi con le piccole atlete, con le famiglie, con i tecnici, con i gestori degli impianti; è perlomeno scorretto ignorare le esigenze delle Società, facendole trovare davanti ad un fatto compiuto (e questo senza aver mai risposto alle lettere che richiedevano in corso di attività adeguate riunioni per confrontarsi tutti insieme sui problemi organizzativi del settore);
- nella stessa comunicazione si legge che il motivo della soppressione è nella filosofia che tutela la corretta preparazione tecnico-motoria delle giovani atlete: non si capisce se si tratta di sgradevole umorismo o di una macroscopica contraddizione che non si poteva sperare che passasse inosservata. Infatti il comunicato ufficiale SGS n. 1 della stagione sportiva 2003/2004 a pag. 21 recita testualmente: per le bambine,…., a titolo sperimentale, viene concessa la possibilità di partecipare al campionato Giovanissimi con squadre composte da ragazzi e ragazze. Tale eventualità rientra nella prospettiva tecnico didattica di assicurare un percorso formativo lineare, cioè senza interruzioni, alle bambine che vogliono giocare al calcio. Forse sono diverse le bambine che giocano con i maschi da quelle che vogliamo far giocare e formare nelle Società di calcio femminile? E’ segnale di questa diversità anche il differente regolamento di gioco fra il campionato allievi e il campionato allieve (sostituzioni), come si apprende dal comunicato ufficiale n.01 del 11 luglio 2003 del CRL SGS, o si vuole progressivamente affermare la trasformazione del calcio femminile da sport a vezzoso intrattenimento? (c’è qualcuno che sembra ignorare che a quell’età le ragazze possono giocare in prima squadra);
- penso che molte società condividano il disagio e manifestino la stessa perplessità sull'atteggiamento della F.I.G.C. in ordine allo sviluppo e alla conduzione del settore giovanile femminile. La sensazione è che nel SGS il settore femminile, oltre che poco conosciuto, sia anche mal sopportato: non si vuole comprendere che tante Società sul territorio fanno sacrifici per supportare e sempre migliorare il movimento del calcio femminile, in continua evidente espansione, anche a dispetto della scarsa considerazione federale. Per le nostre società il settore giovanile, oltre che essere realmente rilevante sotto il profilo sociale ed educativo, è fondamentale nella politica di consolidamento e sviluppo degli organici societari, senza ripetere gli errori dell’attività maschile dove si conduce un mercato esasperato e non condivisibile già coi giovani calciatori. Vogliamo la possibilità di formare e crescere le nostre atlete.
- questo provvedimento, che chiedo formalmente di annullare, non considera peraltro neanche la difficoltà delle piccole società nel reperire o modificare impianti, il cui utilizzo è compresso in termini di tempo e di disponibilità.
- ritengo doveroso che fin da subito il SGS attui una vera politica a favore del calcio femminile, consentendo ove necessario logiche differenziazioni a livello territoriale. Politica che preveda: l’eliminazione dell'anacronistico consenso (o peggio incentivazione) all'attività promiscua negli ambiti territoriali dove esistono realtà femminili organizzate e consolidate; di conseguenza la soppressione dei tesseramenti in squadre maschili di società immediatamente vicine a quelle che svolgono attività di calcio femminile, riducendo di fatto qualsiasi forma di innaturale concorrenza; l'organizzazione almeno in ambito regionale (ove i numeri di partecipanti ragionevolmente lo consentano) di tornei che consentano lo svolgimento dell'attività di calcio a 11 a tutte le ragazze così faticosamente aggregate alle nostre Società; una consultazione frequente e approfondita (con riunioni e non con questionari) delle nostre Società per approfondire questi ed altri temi di pari importanza.
Sperando che l’obiettivo non dichiarato non sia quello della progressiva cancellazione del calcio giovanile femminile o della sua trasformazione in un affaire diverso dallo sport considerati i prevedibili e interessanti ritmi di crescita, ribadisco la richiesta di annullare i provvedimenti oggetto delle considerazioni precedenti e di attuare le politiche di sviluppo e collaborazione sopra richiamate.
Invito le Società che condividono quanto sopra espresso ad assumere analoghe iniziative e a diffondere, anche sugli organi di comunicazione, lo stato di preoccupazione per i contenuti e le modalità di conduzione del settore per quanto riguarda il calcio femminile. Invito le Società di calcio femminile a riflettere sulla rappresentatività delle nostre organizzazioni, ove continuasse il già pesante scollamento fra vertici e base.
Forse questa lettera riceverà stavolta una cortese risposta, magari unita alla notizia di iniziative più confortanti e attente al nostro lavoro quotidiano; nel frattempo invio cordiali saluti