E si, perché adesso la Fortitudo Mozzecane è diventata agli occhi di molti un mostro, il passaparola ha già condannato il Mozzecane, l’Italia del calcio in rosa guarda con sospetto questa new-entry. Nessun problema ognuno è libero di pensare quello che vuole, l’importante è che la Fortitudo si senta a posto con la propria coscienza, che possa continuare a guardare in faccia le proprie tesserate e che possa continuare a portare avanti il suo amore per il calcio femminile. Dopo qualche anno (pochi) di onesto, serio ed apprezzato lavoro per far crescere questo sport prima a livello scolastico e poi a livello federale, tutto ad un tratto la Fortitudo è impazzita, la serie B ha dato alla testa e tutta la stima e la considerazione che si è guadagnata (con tanta fatica) in questi anni è sfumata sulla soglia del Nazionale. Sicuramente ci manca molta esperienza, sicuramente facciamo e faremo degli errori, ma sempre in buona fede, nel rispetto delle regole ed a favore dello sport e non accettiamo simili giudizi o paternali da “nobili cavalieri” depositari dell’essenza sportiva.
Una prima risposta deve essere riservata allo stesso CALCIODONNE che evidentemente non ha saputo leggere con attenzione la delibera del Giudice Sportivo in merito alla gara FORTITUDO-VICENZA di under 20 o forse è stato tratto in inganno da qualche “malintenzionato”. Non è stata la FORTITUDO MOZZECANE che ha ribaltato il risultato (come si legge nel sito) ma il G. S. che per conto suo, sulla base degli atti ufficiali, ha disposto la vittoria a tavolino della Fortitudo (non ce ne importa nulla), ma soprattutto un ammenda di 1033€ al “povero“ Vicenza (e di questo ce ne importa, di questo doveva essere scritto ed invece ….. tutti zitti), un ammenda che può far vacillare qualsiasi società e che è assolutamente sproporzionata rispetto alla “colpa”.
La seconda risposta va invece data al Sig. Giovanni Colle del T.C. Rivignano che in un articolo pubblicato sempre sullo stesso sito ci offende in modo eccessivo, ci incolpa di attività antisportive, infanga la società Fortitudo a tal punto da rendere possibile un deferimento (speriamo vivamente che questa non sia l’opinione del TC Rivignano, ma solo quella del Sig. Colle). Crediamo che le seguenti frasi, oltre che di cattivo gusto e stile, possano da sole bastare ad identificare l’individuo (non la Società):
- La Fortitudo pur di trovare una pagliuzza nell’occhio… non si accorge di avere un palo infilato nel ……!Ci dispiace molto per il Rivignano, società che abbiamo potuto recentemente apprezzare sia sotto il profilo tecnico che sotto quello organizzativo, ma purtroppo, ci dobbiamo ripetere, qualsiasi persona (specialmente una di sport) dovrebbe pensarci su due volte prima di parlare (o scrivere) e quattro volte se quanto scritto diventa pubblico, ma c’è sempre qualcuno che pensa di essere al di sopra degli altri, che pensa agli altri come dei “poveri imbecilli”, per cui viene spontaneo chiedersi a cosa siano serviti i tanto acclamati 30 anni di anzianità.
- Indossare il cappello con le orecchione di asino e mettersi dietro la lavagna a vergognarci
- Vogliamo dichiarare l’abisso che ci divide da loro nei valori che perseguiamo e nell’esprimere il più totale e profondo disprezzo verso questo modo di fare (e di essere) di costoro!!
Per quanto attiene al contenuto della Lettera ci preme far presente
quanto segue:
Non vogliamo fare più punti possibile in “ufficio” o vincere
il campionato a tavolino, vogliamo solo salvarci lealmente come abbiamo
sempre fatto e comunque crediamo che una società non possa partire
con questa idea già dalla prima giornata di campionato. Non si tratta
di scorciatoie, di sotterfugi o di subdoli compromessi, ma solo di verificare
come una norma debba essere applicata e se il Rivignano, così come
il Gordige, hanno interpretato meglio di noi il regolamento, bene, vuol
dire che d’ora in avanti tutti noi avremo le idee un po’ più chiare
su questo “maledetto” art. 34. delle NOIF.
Non ci pare giusto, però, che ci vengano fatte un sacco di raccomandazioni
su questo articolo, non ci pare giusto che una società richieda
a settembre di tutti gli anni l’Autorizzazione a giocare per le 14enni
e le 15enni ed un’altra lo faccia una volta per tutte, non ci sembra giusto
che una squadra debba tenere fuori delle ragazze perché non hanno
ancora ricevuto il rinnovo di tale Autorizzazione, mentre altre squadre
le facciano giocare tranquillamente, non ci sembra giusto che in un torneo
nazionale il G.S. prenda una decisione se il fatto succede in Piemonte
ed una diametralmente opposta se capita in Friuli (cosa succede se capitasse
un caso analogo in un match tra Venete e Lombarde) ed infine non ci sembra
giusto che per sapere se una squadra sarda od emiliana abbia ottenuto questa
Autorizzazione bisogna arrampicarsi sugli specchi per trovare le necessarie
informazioni.
Quindi ci pare del tutto rispettabile la pretesa di far chiarezza su
un punto assolutamente trascurato e che riguarda solo il calcio femminile
dato che nel maschile i ragazzi possono cominciare a giocare solo a 15
anni per cui una sola Autorizzazione basta e avanza.
Per i non addetti ai lavori l’articolo 34 delle NOIF dice che possono prendere parte a gare di campionato LND anche ragazze quattordicenni o quindicenni a condizione che il Comitato Regionale competente abbia rilasciato un’Autorizzazione scritta sulla base della presentazione dei seguenti documenti:
- Superamento della visita medica agonisticaQualche società e purtroppo qualche comitato affermano che tale Autorizzazione una volta ottenuta rimane per sempre valida, mentre altre società ed altri Comitati sostengono che tale Autorizzazione deve essere richiesta all’inizio di ogni anno sportivo, come fa intendere anche l’articolo 43 delle Carte Federali sulla Tutela Medico-Sportiva.
- Dichiarazione del medico sociale che attesti l’idoneità psicofisica
Infine passiamo ad una spiegazione dei fatti sin qui accaduti:
In occasione della prima giornata di campionato non avendo ancora ricevuto
il rinnovo dell’Autorizzazione per due ragazze 15enni della prima squadra,
abbiamo deciso di non impiegarle, mentre il Gordige, nostro avversario,
ne ha schierate quattro; dopo gli opportuni controlli sui comunicati abbiamo
accertato che tali idoneità erano, secondo la nostra interpretazione,
scadute, per cui abbiamo dovuto ricorrere all’unico mezzo che avevamo a
disposizione: il reclamo.
Dopo 40 giorni!!! andiamo a Rivignano, ma purtroppo il
G.S. non aveva ancora deliberato sul primo reclamo (evidentemente la faccenda
non era molto chiara nemmeno a Lui) e dato che sulla lista erano segnate
quattro ragazze da art. 34 abbiamo dovuto effettuare un secondo reclamo
se non altro con lo scopo di uniformare i comportamenti. Adesso che il
G.S. ha respinto il nostro reclamo di primo grado è molto probabile
un cambiamento di linea di condotta, ma siamo comunque decisi ad andare
davanti alla Commissione Disciplinare di 2° grado (non ce ne voglia
il Gordige), perché è nostra convinzione che sia arrivato
il momento di fare chiarezza su questo punto.
Sperando di essere stati sufficientemente chiari e sintetici, saremmo molto grati di sentire i pareri dei lettori di CalcioDonne su questo tema (cafe@fortitudo.org) e di sapere anche se il mostro è ancora così spregevole.
23 Novembre 2002
Giuseppe Boni - Fortitudo Mozzecane
In conclusione, per onestà non posso nascondere che ci resta
comunque una certa perplessità sull’insistenza dell’interpretazione
data al regolamento da parte della Fortitudo Mozzecane del sig. Boni e
sul tono e sui contenuti della sua risposta; ma in merito a questi ultimi,
permettetemi, non può certo essere confusa la causa con l’effetto!
Mi scuso nuovamente e sinceramente a nome del T.C.Rivignano se abbiamo
dato la sensazione di voler essere offensivi; giuro che non era questa
la nostra intenzione (e su questo testimonia la nostra modesta storia che,
seppur non molto apprezzata dal sig. Boni, ci auguriamo che possa e voglia
rivalutare se e quando anche lui sarà riuscito a percorrere altrettanta
strada).
Ribadisco la nostra intenzione di ritenere chiusa, per quanto ci riguarda,
questa faccenda; il tempo è galantuomo e sistemerà adeguatamente
tutto e tutti.
Franco Comuzzi
(presidente del T.C.Rivignano)