All' inizio tutto è rose e fiori.....all'
inizio....
L' opinione di Anna:
Nuovo è bello !
Il nuovo amore, la nuova casa, la nuova auto… la nuova squadra… il nuovo
acquisto…
All’inizio tutto è rose e fiori…
La nuova stagione calcistica! Quando tutte possono sognare di diventare
il team vincente a sorpresa o che si riconferma. Non ci sono problemi,
né malumori, né musi lunghi, né silenzi pesanti.
In quel tempo il trainer sa perfettamente quali sono le caratteristiche
tecniche e psicologiche della rosa, chi giocherà (e di certo darà
il massimo!) e chi accetterà di buon grado di fare la riserva. Come
inculcare la propria idea e tramutarla in gioco.
Si è tutte amiche…
Poi arrivano loro: le partite! E con esse gol subiti, punti perduti,
papere, match sotto tono, presunti errori arbitrali… delusione.
Allora inizia a serpeggiare il sospetto, l’insoddisfazione, la voglia
di mollare tutto subito, magari a metà stagione (il che spesso,
visto anche le contrattazioni e condizioni giurassiche, avviene)…
Ma, nel mio pensiero ideale, qui dovrebbe intervenire la società.
Il presidente in primis, e tutte quelle varie, e spesso inutili e superate,
figure che compongono la sua corte… Invece, e questo lo si vede anche nel
calcio maschile dei fantastiliardi, quello che dovrebbe essere il patriarca
dell’organizzazione inizia il suo personalissimo spettacolo! E da il via
alla cultura del “dire non dire”, della poca chiarezza, del “riportino”…avvicinando
il fiammifero alla polveriera invece di smorzarlo con un soffio forte e
chiaro. Mi chiedo spesso se l’inizio del declino del Milan maschile sia
solo casualmente coinciso con “l’abbandono” del suo presidente, che
rivolse il suo interesse prioritario ad altro.
Di certo una
persona autorevole, che sa scegliere i suoi collaboratori ma che successivamente
riesce a fidarsi di loro, lasciandoli lavorare in pace per un periodo di
tempo ragionevole per valutarne le capacità reali, che interviene
solo quando necessario onde evitare di svilire il suo ruolo secondo la
legge del “al lupo al lupo”, che ha una sola parola… insomma, semplicemente
una persona seria, parrebbe normale. Al contrario spesso quello scranno
è occupato dal danaroso tifoso che, come tutti coloro che vivono
la propria passione dalla tribuna, ha mille suggerimenti e idee migliori
di quelle che cercano di portare avanti coloro che compongono lo staff
e che devono scontrarsi ogni giorno con i mille problemi di una squadra.
E il vero casino è che lui può tramutare in realtà
molte delle cose che pensa e così, quando si sveglia poco riposato,
decide che quella giocatrice non fa al caso suo e che se ne deve andare,
e così l’allenatore o il preparatore atletico… Poco importa se non
c’è di meglio in giro, se merita un’altra possibilità, se
gli piace poco solo perché non lo adora abbastanza, se ne capisce
sicuramente più di lui…
L’anno successivo comprerà altre atlete, altri componenti dello
staff. E saranno persone che seguiranno il suo dictat, almeno all’inizio,
e con loro vivrà un altro periodo di rose e fiori, senza imparare
mai che ogni rosa ha inevitabilmente spine lunghe e affilate…