Andate a vedere le partite.... andate......

L' opinione di Anna:

MA IL CALCIO FEMMINILE… VUOLE DAVVERO CAMBIARE?

Abito a Milano. Mi piace il calcio. Ho l’abbonamento al Milan e, una settimana sì e una no, mi presento a San Siro con la mia tessera. Entro, vado al mio posto, mi godo 90 minuti di bel soccer, esprimo ad alta voce le mie idee sulla squadra e sui suoi componenti… a volte discuto con il vicino di turno che non la pensa come me… e poi me ne torno a casa con il tram, la metropolitana, l’autobus, come molti dei frequenti 60 o 70 mila spettatori che gremiscono i tre anelli.
Certo, certo, sto parlando della squadra meglio organizzata della serie A maschile. Anche i calciatori ne rimangono stupiti dichiarando a bocca aperta “Al Milan devi solo preoccuparti di giocare”…

MA

Abito a Milano. Mi piace il calcio. Avevo deciso di seguire anche le tre squadre femminili che quest’anno militano in A (Milan, Fiammamonza e Geas).
Già mi pregustavo i sabato pomeriggio al campo… una settimana qui, l’altra là… invece… il programma mi spara tre giornate “doppione” in cui tutti i team giocano fuori o in casa… così una settimana non so che pesci pigliare e l’altra me ne devo stare a casa ad aspettare che, con comodo, il Televideo mi dia notizie… Vabbé che adesso si parla tanto di calendario computerizzato ma… se il cervellone non ci arriva, un piccolo sforzo, in questo senso, potrebbero farlo i “cervellini”…
Due delle tre compagini poi hanno cambiato campo di gioco. So per certo che è difficilissimo trovarne uno libero, eccetera, eccetera ma non mi si dica che due sedi nell’hinterland più lontano, irraggiungibili con qualsiasi mezzo che non sia la macchina sono “passi avanti” per favorire lo spettatore e quindi lo sviluppo. Se prima vedevamo qualche sparuto novizio, magari arrivato lì per caso, che poteva prenderci gusto e ritornare qualche altra volta, anche solo perché non sapeva dove portare a spasso Fido, ora poco manca che vengano distribuiti i badge per accedere alla struttura. E poi, una volta entrati, non sempre si vedono match degni di tale nome… “La società ha ceduto una delle sue pedine migliori perché al presidente non piacevano i suoi capelli ricci, e poi quella volta che lui ha raccontato una barzelletta… lei non aveva riso a sufficienza!”.Insomma… mi presento all’ingresso senza sapere se e quanto dovrò pagare (una volta non c’è nessuno al cancello e la volta dopo paghi quasi il doppio di ciò a cui eri abituata…).
Cerco di trovare un posto decente, non apro bocca se non per sbadigliare e, alla fine, esco prima di quelle 30 ex-calciatrici, che si conoscono da sempre e ora si ritrovano sulle gradinate più per salutarsi che per seguire gli incontri.
Loro oggi formano gran parte del pubblico.
Se qualcosa non cambia DAVVERO tra un po’ saranno il 100% degli spettatori.
 

Anna