Non si spegne l'eco degli Europei......avercela l'eco!

Il ritorno di Anna:

LA DURA VITA SENZA PARABOLA

Buongiorno a tutti!!!
Mi scuso per la latitanza di questi ultimi mesi, forse passata inosservata…, ma è stato un periodo di riflessione.
Dopo un anno e mezzo circa di forte coinvolgimento fisico e mentale nel calcio femminile infatti ho iniziato a soffrire di una strana forma di insoddisfazione… che è poi sfociata in una crisi e quindi nella decisione di “autosospendere” la mia attività fino a nuovo “auto-contrordine”! Beh, eccomi qui!
In questo periodo ho avuto modo di estraniarmi dal nucleo di appassionati che “sanno dove cercare” notizie e risultati, e vivere come gran parte degli italiani che “buttano l’occhio e l’orecchio” a ciò che “passa il convento” (in questo caso sponsorizzato soprattutto RAI e Mediaset)…
Tra uno sbadiglio e l’altro ho maturato qualche certezza e devo darvi una notizia:
LE FEMMINE NON GIOCANO A PALLONE!
Nemmeno i campionati europei, nei quali pare che la Nazionale abbia mostrato di essere “una squadra vendibile” nonostante la prematura eliminazione, neanche la guida di un’atleta simbolo come Carolina Morace, buttando nel mucchio anche l’innovativo staff tecnico che vedeva fra gli altri la presenza di una psicologa dello sport… nulla ha sortito il benché minimo effetto se escludiamo qualche breve e frettolosa citazione in TG sportivi.
Certo, alcune TV satellitari hanno trasmesso le partite… ma io parlo da spettatore “medio” e quindi non ho la parabola!
Nonostante questa “mancanza” però posso godermi gli sport di Rai3 e, tra tutti, il biliardo è quello che mi fa chiedere “PERCHE’”???! Nulla contro gli appassionati del settore ma… perché si parla di serie A, B, C1, C2, e dilettanti a josa ma delle calciatrici no?
Dov’è finita la tanto citata “parità” per la quale già alcuni uomini cominciano a recriminare?
Certo non si può trasmettere l’incontro tra due squadre di serie A nelle quali giocano ragazzine emozionate incapaci di rimettere la palla in gioco con le mani (e se lo dice un’appassionata…) ma… finché non si attirano un pubblico più ampio e sponsor più ricchi temo che il gatto continuerà a mordersi la coda…
Ok, ok, so che parlare non risolve i problemi ed eviscerare il presente non sempre fornisce idee e soluzioni per migliorare il futuro.
Ma nello stesso tempo mi risollevo pensando che qualcosa si sta muovendo!!!
Due esempi che sicuramente possono aiutare questo sport li abbiamo davanti agli occhi: l’associazione ASSIST che credo possa dare alle atlete, e quindi anche alle calciatrici, maggiore autoconsapevolezza di quanto valgono e di cosa possono come donne e sportive e www.calciodonne.net che con la sua puntualità e completezza di informazione può davvero essere pietra miliare nella costruzione della strada che porta alla crescita della realtà delle femmine che giocano a calcio e che, poggiando sulla raggiunta (!) parità con gli uomini, non vedo proprio perché non possano cominciare a pretendere un trattamento migliore!

BUONE VACANZE E ARRILEGGERCI A SETTEMBRE!

Anna


In alto: un'utile attrezzo per vedere le partite del calcio femminile, qui sopra, dal sito ufficiale Uefa, una scena di Italia-Norvegia in cui si capisce il motivo per cui la Tesse ha regalato i calzoncini dopo la partita: la Gulbrandsen ci aveva lasciato delle ditate.....