Resta di stucco....è un barbatrucco, tre squadre spariscono dalla serie A, in compenso una (La Piazza) appare magicamente....

DESAPARECIDOS!

SCONVOLGENTE!

SPAVENTOSO!!

SCANDALOSO!!!

(abbiamo visto che fa sempre effetto, soprattutto se riferito al calcio femminile!)

Leggo, un po’ in ritardo lo ammetto ma… meno male che ci sono state le vacanze di mezzo che mi aiutano ad attutire il colpo, “Autolelli SCOMPARSO”, “Pisa e Geas AUTORETROCESSE”. Ma dico, avete letto bene?
Un termine coniato appositamente per il calcio femminile: AUTORETROCESSE! (lo ha inventato Gabe, ndr)
Non ho un dizionario a portata di mano (avevo deciso di rientrare “leggera leggera” ma con una notizia così c’è da sconvolgersi!) ma temo che, applicato al contesto, reciterebbe più o meno “Decisione presa coscientemente (!) di rinunziare (questi manuali sono sempre un poco arcaici!) al campionato di serie maggiore per prendere parte a quello di importanza, professionalità, interesse, e chi più ne ha… MINORE!”.
Cioè è come se le sorelle Williams rinunciassero a giocare Wimbledon per prendersi a pallate in un torneo sperduto dell’Africa centrale…anche se, senza offesa, al challenger tennistico del continente nero ci sono comunque più spettatori che a un incontro di serie A femminile in Italia e quindi il confronto non è realistico.
Ma non è finita qui.
Le squadre che si sono coscientemente declassate non sono due team saliti faticosamente in A lo scorso anno. Non sono due “novelline” del campionato! Anzi!
Stiamo parlando di PISA e GEAS!
Le toscane due anni fa sono state a lungo nei primi posti della classifica.
Le lombarde sono quelle del “presidente illuminato”. Del primo dirigente che abbia avuto l’idea (anche se poi realizzata solo in parte e poggiata sulla sabbia) di introdurre uno staff tecnico specializzato e retribuito più o meno a tempo pieno… tutto si è infranto contro lo scoglio di una mentalità retrograda e maschilista ma…alcune idee erano buone e per la prima volta facevano capolino da dietro la spessa coltre di nubi grevi di pioggia che avvolge tutto lo sport in rosa ma questa disciplina più di ogni altra.
E questo solo nella penultima stagione! Nel campionato 1999/2000!
Dell’Autolelli poi è troppo triste parlare…

Questa stagione è nata sotto cattivi auspici.
In un mondo che guarda avanti, tra donne che raggiungono traguardi impensabili, tra sportive che iniziano a intravedere posizioni lontanissime fino a qualche anno fa, il calcio femminile e in piena involuzione.
Perde pezzi per strada: non più solo ragazze stanche di fare sacrifici ritenuti ormai inutili ma addirittura società intere. E con una velocità di discesa sorprendente.
La velocità.
Quella che manca agli interventi mirati al sostegno e alla promozione di questo sport tra le ragazze; alla erosione e allo sgretolamento di vecchi pregiudizi; al superamento di una custodia gelosa del poco che si ottiene invece di reinvestirlo per avere di più…
La velocità che spesso chiediamo a gran voce alle atlete in campo, che guardiamo ammirati in Manuela Levorato, che caratterizza l’era contemporanea.

Non è ora di alzare i limiti anche nel calcio delle donne?

Anna

A partire dall'alto: Pisa, Geas e Picenum, le squadre sparite dalla serie A, in basso Manuela Levorato mostra il fisico e gli sponsor.