ARBITRI: QUANDO FANNO TROPPO, QUANDO NULLA
1) QUANDO FANNO TROPPO
Inizio questa mia lettara aperta alla Federazione Italiana Giuoco Calcio
per capire il criterio delle designazioni arbitrali decise dalla Federazione
per gli incontri domenicali del campionato regionali femminile di serie
C toscana. Da pochi anni infatti per evidenti difficoltà economiche
la Federazione ha deciso di designare arbitri delle sezioni provinciali
appartenenti alla stessa provincia della squadra di casa e proprio per
questo ultimamente sono accaduti una serie di episodi a dir poco incredibili
sia dal punto di vista della sicurezza sia dal punto di vista della regolarità
del campionato stesso. Ma nonostante questo la Federazione continua ad
adottare lo stesso criterio e ciò che stupisce è la considerazione
che spesso acquisisce sulle situazioni che spesso sono provocate dalle
designazioni stesse.
Vorrei far notare che il primo dovere del direttore di gara
è quello di tutelare l'incolumità delle giocatrici di entrambe
le squadre senza peraltro dare adito a sospetti e polemiche che potrebbero
veramente portare la gara in un clima al limite della rissa sia in campo
che fuori.
Inoltre è deprimente che la Federazione continui a parlare di
fair play quando, e credo accada spesso, la gara non viene diretta in modo
adeguato e in modo equo in modo da evitare quanto sopra esposto.
Devo anche ammettere che la nostra società partecipa al campionato
regionale da diversi anni e quest'anno avevamo seriamente la volontà
di costituire una squadra competitiva e adatta per cercare di salire
di categoria, ma evidentemente a oggi la situazione è cambiata talmente
che il Presidente ha preso in considerazione la decisione di rinunciare
all'obiettivo preposto sia per l'inutilità degli investimenti, sia
per i numerosi infortuni dopo gare estenuanti e nervose.
Per concludere questa mia lettera nel pieno rispetto delle istituzioni
federali chiedo soltanto che siano adottati provvedimenti certi per garantire
e tutelare le società che partecipano al campionato regionale femminile,
rimanendo comunque disponibile a discutere i tempi e i modi per l'attuazione
di tali intentimenti, cordiali saluti
Marco Costantini Acf Rovezzano 90
La testimonianza di un tifoso: "prendere schiaffi e stare zitti
succedeva solo al tempo del fascismo": questa è lo sfogo di un tifoso
disolito tranquillo del Rovezzano dopo la prestazione discutibile
del direttore di gara, La trasferta di Prato è stata veramente uno
shock per la squadra del Rovezzano ma sicuramente non per il gioco espresso,
tanto che in pochi minuti era sul tre a zero, ma per la strana direzione
di gara del direttore, tanto che per tutta la partita ha dato l'impressione
di essere vicino agli ambienti della squadra ospitante, sia per le
decisioni prese in occasione di falli sia per le ammonizioni sia per il
comportamento nei confronti delle ragazze del Rovezzano. In effetti dopo
il tre a zero il suo atteggiamento è cambiato nettamente nella valutazione
dei falli: molte ragazze del Rovezzano subivano fallo ma veniva ignorato,
mentre appena le avversarie cadevano anche (e spesso) per contrasti di
gioco regolari e il direttore di gara fischiava fallo e redarguiva le giocatrici
e proprio in due occasioni clamorose il Prato ha raggiunto il pareggio
dopo avere accorciato le distanze sul tre a uno dopo un'incertezza difensiva:
su un contrasto di gioco netto e regolare tra la Costantini e la
Del Prete nei pressi del limite dell'area , la Costantini stessa faceva
notare all'arbitro di avere preso la palla, al che l'arbitro espelleva
la giocatrice per seconda ammonizione, ma non basta, sul tiro il Prato
segnava il due a tre. Dopo di che dato che il Prato non riusciva a creare
pericoli, sul finire della partita, su un lungo lancio sulla destra una
giocatrice del Prato cadeva in area come fulminata e attaccandosi alla
maglia del difensore che prendeva la palla per battere la punizione a favore,
ma tra lo stupore di tutti decretava il calcio di rigore. La partita finisce
tre a tre, ma vorrei far notare alcune cose:
Solo le giocatrici del Rovezzano sono state riprese dall'arbitro in
OGNI occasione possibili, falli laterali, punizioni o altro, e ne sono
state ammonite quattro e espulsa una per doppia ammonizione,
Le ragazze del Prato, e in particolare una, hanno continuamente discusso
sulle decisioni arbitrali ma nessuna è stata nè ripresa nè
ammonita per protesta
Due nostre ragazze sono uscite dal campo infortunate e nessuna del
Prato e a fine partita ne zoppicavano altre due
A fine partita l'arbitro è stato salutato amichevolmente da
alcuni tifosi del Prato con la seconda persona singolare.
perfino una giocatrice del Prato dalla sua area ha riconosciuto che
il rigore era inesistente
Insomma molti episodi strani e poco chiari sulla direzione di gara.
Braccobaldo
2) QUANDO NON FANNO NULLA
Da Il Gazzettino On Line Giovedì, 20 Marzo 2003
Caro Gazzettino,
vi mando copia della lettera che ho inviato al presidente del Comitato
regionale veneto Federazione Italiana Giioco Calcio, per esprimere tutta
la mia indignazione in merito a un fatto avvenuto durante l'incotnro di
calcio Scledum - Malcontenta, svoltosi qualche domenica fa.
Nel corso della partita una giocatrice ha bestemmiato per due volte.
Le espressioni blasfeme sono state chiaramente udite da noi spettatori
ai bordi del campo; sicuramente anche l'arbitro, vicino per altro alla
giocatrice, le ha sentite. Eppure non ha avuto alcuna reazione.
È ben vero che la bestemmia non è più un reato,
tuttavia mi chiedo perché l'arbitro non sia intervenuto in qualche
modo, Tale comportamento è conforme alle direttive della Figc? Non
era quanto meno opportuno un ammonimento verbale? A mio avviso il comportamento
della giocatrice sarebbe stato passibile anche del cartellino giallo.
Questo perché nello sport non esistono solo gli aspetti atletici
e agonistici: noi genitori crediamo che il calcio abbia una forte valenza
educativa e sia veicolo per esprimere e acquisire ideali e valori etici.
Quale esempio ha offerto il comportamento della giocatrice e dell'arbitro
in tale frangente?
Maria Doriana Bedin - Musile di Piave (Ve)